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13/12/2018 10:45
Home Articoli Appalti L'esperienza professionale dei membri della commissione non deve coprire tutti gli aspetti della gara

L'esperienza professionale dei membri della commissione non deve coprire tutti gli aspetti della gara

Ai sensi dell’articolo 77 Dlgs n. 50/2016, la commissione di gara deve essere composta da esperti nell’area di attività in cui ricade l’oggetto del contratto, ma non necessariamente in tutte e ciascuna delle materie tecniche e scientifiche o addirittura nelle tematiche alle quali attengono i singoli e specifici aspetti presi in considerazione dalla lex specialis ai fini valutativi; di tal che, deve ritenersi che la composizione plurale dell’organo è finalizzata a garantire la presenza al suo interno di uno spettro ampio di competenze, e ciò senza esigere necessariamente che l’esperienza professionale copra tutti gli aspetti oggetto della gara. È quanto ha affermato il Tar Basilicata con la sentenza n. 635 /2018.

Il caso

La vicenda trae origine dall’indizione, da parte di un Comune della provincia di Potenza, di una procedura di gara per l’affidamento, mediante procedura aperta ai sensi dell’articolo 60 del Dlgs n. 50/2016, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, della concessione della gestione della struttura di alloggio comunale per anziani.

Al termine della procedura, la società non aggiudicataria impugnava gli atti di detta procedura, avanzando altresì censure in merito alla composizione della commissione giudicatrice. In particolare, a detta della ricorrente la commissione di gara sarebbe stata carente, nel suo complesso, della qualificazione professionale richiesta ex articolo 77 Dlgs n. 50/2016.
Il Tar Basilicata, nel respingere nel suo complesso il ricorso, ha colto l’occasione per ribadire taluni principi che sono sottesi all’articolo 77 Dlgs n. 50/2016.

Secondo il Collegio, il criterio dell’esperienza contenuto nella citata disposizione, deve essere interpretato, pur con riferimento alla corrispondente previsione del vecchio Codice degli appalti pubblici (articolo 84, comma 2, Dlgs n. 163/2006), nel senso che la commissione di gara deve essere composta da esperti nell’area di attività in cui ricade l’oggetto del contratto, ma non necessariamente in tutte e ciascuna delle materie tecniche e scientifiche o addirittura nelle tematiche alle quali attengono i singoli e specifici aspetti presi in considerazione dalla lex specialis ai fini valutativi, dovendo vieppiù ritenersi che la composizione plurale dell’organo è finalizzata a garantire proprio la presenza al suo interno di uno spettro ampio di competenze, e ciò senza esigere necessariamente che l’esperienza professionale copra tutti gli aspetti oggetto della gara.

La decisione

Il Tar, come detto, ha avuto la possibilità di nuovamente affermare la corretta interpretazione dell’articolo 77, comma 1, del Dlgs n. 50/2016, sovrapponibile, in parte qua, con l’articolo 84, comma 2, Dlgs n. 163/2006.

La disposizione afferma testualmente che «Nelle procedure di aggiudicazione di contratti di appalti o di concessioni, limitatamente ai casi di aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la valutazione delle offerte dal punto di vista tecnico ed economico è affidata ad una commissione giudicatrice, composta da esperti nello specifico settore cui afferisce l’oggetto del contratto». La norma, nelle more dell’istituzione presso l’Anac dell’Albo dei componenti delle commissioni giudicatrici, onera l’Amministrazione aggiudicatrice della scelta dei commissari di gara con l’unico vincolo dell’esperienza nello specifico settore cui afferisce l’oggetto del contratto, fatte salve le cause di incompatibilità o di inconferibilità stabilite nei successivi commi della medesima disposizione.

Il Collegio, nel riprendere quanto affermato da precedenti arresti della giustizia amministrativa sul punto, ha affermato che il criterio dell’esperienza, anche con riferimento alla corrispondente previsione del pregresso Codice degli appalti pubblici (articolo 84, comma 2, Dlgs n. 163/2006), deve essere interpretato nel senso che la Commissione di gara deve essere composta da esperti nell’area di attività in cui ricade l’oggetto del contratto, ma non necessariamente in tutte e ciascuna delle materie tecniche e scientifiche o addirittura nelle tematiche alle quali attengono i singoli e specifici aspetti presi in considerazione dalla lex specialis ai fini valutativi.

Vieppiù. Deve ritenersi che la composizione plurale dell’organo è finalizzata a garantire proprio la presenza al suo interno di uno spettro ampio di competenze, e ciò senza esigere necessariamente che l’esperienza professionale copra tutti gli aspetti oggetto della gara.

Conclusioni

Alla luce dei suesposti principi, nel caso dei specie, il Tar Basilicata ha constatato che dai curricula vitae dei componenti del seggio di gara emergeva che gli stessi possedevano sufficiente competenza per il corretto svolgimento del loro incarico, tenuto che erano tutti dipendenti pubblici in servizio presso il Comune appaltante e che la maggioranza di essi possedeva un’elevata qualificazione professionale, oltreché ampia e variegata esperienza nel settore delle commesse pubbliche, tale comunque da garantire un’adeguata comprensione dei profili tecnici coinvolti nella valutazione delle offerte.

Il Tar, scendendo nel merito, ha altresì rilevato che, nel caso de quo,l’allora tipologia del servizio in concessione e la natura dei criteri di valutazione delle offerte tecniche previsti dalla lex specialis, non presentassero un elevato grado di specializzazione o caratteristiche di complessità tale da non poter essere padroneggiate, con adeguata consapevolezza, da profili professionali presenti nella commissione.

Al più, afferma il collegio, la ricorrente avrebbe dovuto indicare concreti elementi sintomatici dell’erroneità o dell’inadeguatezza delle valutazioni compiute dalla commissione e della loro riconducibilità al vizio dedotto; indicando al contempo la ritenuta corretta composizione del seggio di gara e le esperienze professionali reputate corrispondenti al parametro normativo.

 

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