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21/10/2018 22:58
Home Articoli Appalti TAR CALABRIA – CATANZARO, SEZ. I – sentenza 20 settembre 2018 n. 1602

TAR CALABRIA – CATANZARO, SEZ. I – sentenza 20 settembre 2018 n. 1602

1. Contratti della P.A. – Gara – Offerte – Termine minimo di 35 giorni per la presentazione ex art. 60 D.lgs. 50/2016 – Clausola del bando che prevede un termine inferiore – Generico riferimento alla necessità della P.A. appaltante di far cessare il prima possibile le proroghe contrattuali in essere – Illegittimità – Ragioni.

2. Contratti della P.A. – Bando e lettera d’invito – Appalto di servizi – Appalto del servizio di gestione e funzionamento dei centri di primo soccorso ed accoglienza di cittadini stranieri – Clausola che limita l’ammissione alla gara alle sole imprese in grado di provare, ancor prima dell’aggiudicazione, il possesso della dotazione minima di personale per la esecuzione del contratto – Illegittimità, trattandosi di clausola anticorrenziale.

1. E’ illegittima la clausola del bando per l’affidamento di un appalto di servizi, con la quale è stato fissato un termine minimo per la presentazione delle offerte inferiore a quello di 35 giorni espressamente previsto dall’art. 60, D. lgs. n. 50 del 2016, ove la P.A. appaltante abbia motivato la scelta di ridurre il suddetto termine con generico riferimento alla necessità di far cessare quanto prima possibile le proroghe contrattuali in essere; tale clausola, infatti, deve ritenersi in contrasto con la cogenza della suddetta norma, che è ravvisabile nella ratio costituita dalla necessità di fissazione ex lege di una disciplina dei termini di ricezione delle offerte, rispondente, per un verso, all’esigenza di assicurare la più ampia partecipazione delle imprese al confronto concorrenziale, per altro verso, ad un’esigenza di garanzia per le stesse stazioni appaltanti, mirando ad assicurare che le imprese concorrenti formulino le proprie offerte in modo ponderato (1).

2. E’ illegittima, per violazione del principio di favor partecipationis per indebita limitazione della concorrenza tra operatori economici, e per eccessiva onerosità del requisito, la clausola del bando per l’affidamento di un appalto di servizi che, ai fini della partecipazione, impone ai concorrenti di comprovare il possesso della dotazione minima di personale per la esecuzione del contratto, mediante produzione, con l’offerta, di contratti di lavoro a tempo indeterminato od anche determinato, ovvero mediante la dimostrazione dell’esistenza di soci lavoratori aventi le qualifiche richieste ovvero ancora mediante contratti di collaborazione coordinata e continuativa o altri istituti giuridici che dimostrino in modo inequivocabile la disponibilità del personale sino ad una determinata data; infatti, richiedere che tutti i partecipanti, sin dalla partecipazione alla gara e per potersi qualificare a concorrere, si conformino alle prescrizioni relative all’esecuzione del contratto, costituisce una intollerabile restrizione all’accesso alla gara, che non trova sufficiente fondamento giustificativo nella salvaguardia del pubblico interesse e che, pertanto, si appalesa ingiustamente lesiva della libertà di iniziativa economica degli operatori economici e della correlativa autonomia contrattuale di questi ultimi.

 

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