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21/10/2018 23:48
Home Articoli Appalti Consiglio di Stato: il prezzo non deve condizionare la valutazione dell’offerta tecnica

Consiglio di Stato: il prezzo non deve condizionare la valutazione dell’offerta tecnica

L'offerta tecnica va tenuta distinta da quella economica perché il giudizio della commissione di gara dev’essere imparziale e non condizionato dalla preventiva conoscenza di ragioni di convenienza economica per la stazione appaltante.

Il Consiglio di Stato, con la decisione 5158/2018, ha ribadito che l'offerta tecnica non deve avere componenti che, anche solo in astratto o indirettamente, possano far conoscere preventivamente il prezzo offerto dal concorrente. Vige, infatti, il principio della segretezza dell'offerta economica, fino alla conclusione dell'esame delle offerte tecniche.

Il caso

Il bando contestato riguardava una procedura ristretta per l'affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale terrestre, con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa: 70 punti per la qualità e 30 per il prezzo.

In particolare, per la valutazione del progetto tecnico era richiesta la presentazione di nove piani, per ciascuno dei profili qualitativi dell'offerta. Ai piani, inerenti al «rinnovo del parco mezzi» e «investimenti», erano assegnati 25 punti sui complessivi 70 e, base all'applicazione di specifiche formule matematiche, si prevedeva l'attribuzione del punteggio in funzione dei soli importi offerti dai concorrenti. Risultava cosi stravolto il criterio di aggiudicazione, con la predominanza degli aspetti economici dell'offerta.

I giudici hanno riconosciuto quanto sia ampia, per la tutela dell'interesse pubblico, la discrezionalità della stazione appaltante nel definre i criteri e i subcriteri di valutazione dell’offerta tecnica. Essa è sindacabile in sede di legittimità solo quando sia macroscopicamente illogica, irragionevole e irrazionale e i criteri non siano trasparenti e intellegibili.

È altresi' illogica, irrazionale ed irragionevole la decisione di strutturare i parametri in modo preponderante sui profili economici. Con il criterio di aggiudicazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa invece deve essere dato rilievo adeguato ad aspetti tecnico-qualitativi rispetto a quelli afferenti al prezzo e alla convenienza economica.

I precedenti

La giurisprudenza può prevedere soluzioni migliorative caratterizzate da una tecnicità che implica analisi comparative anche sugli aspetti economici, esami di tipo aritmetico o l'indicazione di parametri dei costi o comparazioni rispetto a prezzi di mercato o listini ufficiali.

In tal caso l'offerta tecnica può contenere elementi economici, che non fanno parte della relativa economica, quali i prezzi a base di gara, quelli di listini ufficiali, i costi o prezzi di mercato. Deve trattarsi di fattori marginali dell'offerta economica che non consentano di ricostruirla complessivamente o che consistano nell'assunzione di costi di prestazioni diverse da quelle apprezzate nell'offerta economica, anche se comunque da rendere a terzi in base al capitolato e remunerate dalla stazione appaltante (Consiglio di Stato, sentenza 1530/2017; parere Anac 439/2018).

L’offerta tecnica, quindi, può presentare elementi di rilievo economico, al limite indici indiretti di prezzi, purchè sia rispettata la ragionevolezza e la proporzionalità (Consiglio di Stato, sentenza 703/2016).

La clausola sociale

Nella sentenza 5158/2018 sono interessanti anche le conclusioni del Consiglio di Stato sulla clausola sociale.

Essa serve a tutelare i lavoratori quando subentri un nuovo affidatario, promuovendo la stabilità occupazionale del personale impiegato presso il gestore uscente. Ma secondo i giudici non può essere intesa in senso assoluto e incondizionato, perché non deve stravolgere la struttura organizzativa dei concorrenti obbligandoli all'assunzione diretta del personale delle società partecipate, controllate o collegate. Va salvaguardata, infatti, l’autonomia d’impresa e devono essere rispettati i principi costituzionali e comunitari di libertà d'iniziativa economica, di concorrenza e di buon andamento.

La previsione della clausola sociale è legittima solo se consente una ponderazione con il fabbisogno di personale per l'esecuzione del nuovo contratto e con le autonome scelte organizzative e imprenditoriali del nuovo appaltatore (Consiglio di Stato, sentenza 3471/2018). Essa deve essere incondizionatamente accettata dal subentrante, pena l'esclusione dalla gara (Consiglio di Stato, decisioni 2078/2017, 3138/2018).

I lavoratori non inseriti nell'organigramma del subentrante e che non sono impiegati dall'appaltatore uscente in altri settori, sono destinatari delle misure legislative in materia di ammortizzatori sociali. La clausola sociale non obbliga quindi l'aggiudicatario ad assumere a tempo indeterminato e in forma automatica e generalizzata il personale già utilizzato dal precedente affidatario (Consiglio di Stato, sentenze 1255/2016, 3861/2018).

 

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