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17/08/2018 09:45
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La centralità del bilancio consolidato per la Corte dei Conti

La Corte dei Conti - Sezione delle Autonomie, nella corposa delibera 27/2017 ha soffermato la propria analisi sugli organismi partecipati degli enti locali, dove sono stati considerati i controlli del Comune sulle società in particolare, gli obblighi di razionalizzazione, il fondo perdite, la necessaria verifica della continuità aziendale, il ruolo del bilancio consolidato.

Nell’ottica di una maggiore trasparenza e responsabilizzazione dei diversi livelli di governo - rileva la Corte dei Conti - il d.lgs. 23 giugno 2011, n. 118, nell’armonizzare i sistemi contabili e gli schemi di bilancio delle Regioni, delle Province e degli Enti locali, dispone il consolidamento dei conti tra gli enti e i loro organismi partecipati.

La “centralità del bilancio consolidato” è funzionale al rispetto dei vincoli di finanza pubblica, poiché consente di raggiungere l’obiettivo della “neutralità” del bilancio rispetto al fenomeno delle esternalizzazioni. Il rispetto degli equilibri richiede, infatti, una base conoscitiva omogenea, con regole contabili uniformi per tutti i soggetti che, a vario titolo, sono inclusi nel concetto di “amministrazione pubblica”.

Il bilancio consolidato è composto dal conto economico, dallo stato patrimoniale e dai relativi allegati (tra cui la relazione sulla gestione consolidata comprensiva della nota integrativa e relazione dell’organo di revisione) ed è approvato entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di riferimento.

Ampio è il perimetro del consolidamento, che include aziende, società controllate e partecipate, enti e organismi strumentali degli Enti territoriali (art. 11-bis, d.lgs. n. 118/2011), sicché lo stesso consente di pervenire a un risultato economico unitario del “gruppo Ente locale”, che tenga conto sia del risultato dell’esercizio dell’ente, sia dei profitti e delle perdite degli organismi partecipati.

Al riguardo, giova sottolineare la differenza tra l’ambito delle società in controllo pubblico, come definito dall’art. 2, co. 1, lettere b) ed m), d.lgs. n. 175/2016 (su cui v. par. 1.4.2), e l’ambito del consolidamento, che comprende le partecipazioni non di controllo. Con l’art. 26, co. 9, del Testo unico, il legislatore ha inteso esplicitare tali difformità, apportando le dovute modifiche agli artt. 11-quater e 11-quinques, d.lgs. n. 118/2011. Inoltre, il principio contabile applicato richiama il concetto di “controllo contrattuale”, di cui all’art. 2359 co. 1, n. 3 c.c., significando che l’area del consolidamento si estende ai casi in cui l’influenza dominante sia esercitata in virtù di particolari vincoli contrattuali, anche in assenza di partecipazione.

Di estrema utilità per il sistema di consolidamento e procedure correlate è il principio contabile All. 4/4 Dlgs 118/2011 e smi.

Dall’esercizio 2017 sono obbligati alla redazione del bilancio consolidato tutti gli enti locali, di qualsiasi dimensione, che devono depositarlo per il Consiglio non oltre il 10 settembre 2018, per l’approvazione entro il 30 settembre 2018. Secondo un recente parere del 22 giugno scorso, rilasciato dalla ragioneria Generale dello Stato, possono rinviare di 1 anno la redazione del bilancio consolidato i piccoli Comuni che hanno redatto il rendiconto 2017 in assenza di conto economico e stato patrimoniale

 

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