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24/06/2018 03:34
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Conferimento incarico dirigenziale

Con la delibera n. 5/2018, la Corte dei conti, Sezione centrale del controllo di legittimità sugli atti del governo ha ricusato il visto e la registrazione del decreto con cui un direttore del ministero dell'Ambiente ha conferito a un funzionario dell'amministrazione un incarico dirigenziale di II fascia secondo l’articolo 19, commi 2, 5 e 6, del Dlgs 165/2001.

Nonostante le delucidazioni fornite dal ministero, il provvedimento non ha superato il controllo preventivo di legittimità, che in questo caso risponde a criteri particolarmente rigorosi in ragione del fatto che «il sistema di provvista dirigenziale disciplinato dal citato dlgs 165/2001 considera come assolutamente eccezionale l'affidamento di funzioni dirigenziali a soggetti che non abbiano superato il prescritto percorso di qualificazione concorsuale per l'inserimento nel ruolo dirigenziale, che resta la modalità di reclutamento “fisiologica”, coerente con il dettato costituzionale posto a garanzia del migliore andamento dei pubblici uffici».

Verifica delle professionalità interne

La Sezione ha mosso rilievi all'atto di nomina, eccependo in primo luogo l'inadeguatezza delle modalità con cui il ministero ha preventivamente accertato, nell'ambito delle risorse interne, l'assenza delle competenze dirigenziali connesse all'incarico da conferire.

Alla richiesta della Sezione di chiarire perché non si sia preliminarmente proceduto a un interpello per la verifica delle professionalità interne, il ministero ha replicato di aver considerato sufficienti gli interpelli già effettuati nel 2016 e 2017 con esito negativo.

Ciò non basta, ha osservato il collegio, in quanto la verifica è «presupposto indefettibile per il ricorso alla provvista di personale esterno», per cui è indispensabile che l'accertamento venga eseguito in tempi il più possibile ravvicinati alla procedura selettiva, stante l'eccezionalità del sistema prescelto per la copertura del posto dirigenziale.
La valutazione dei requisiti 

I giudici hanno espresso anche perplessità in ordine al percorso valutativo intrapreso per la scelta del soggetto ritenuto più idoneo allo svolgimento dell'incarico rispetto agli altri aspiranti.

Il dubbio di legittimità deriva dalle ragioni non convincenti per cui si è ritenuto di privilegiare, in sede di bando, determinate competenze ed esperienze, tenuto conto della normativa vigente e della prassi finora seguita dalla medesima amministrazione in circostanze analoghe.

Nel novero dei requisiti previsti dal bando non è specificato il tipo di laurea a garanzia della professionalità richiesta per l'esercizio delle funzioni dirigenziali, mentre per altro verso viene meticolosamente circoscritto l'ambito dell'esperienza tecnica svolta per poter accedere alla procedura selettiva.

Tutti elementi che, in definitiva, vengono giudicati incoerenti con i principi della trasparenza, della par condicio e del buon andamento a cui deve uniformarsi l'azione amministrativa, specie nella selezione dei candidati (oltretutto senza concorso) da collocare ai vertici della macrostruttura.

 

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