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14/08/2018 10:29
Home Articoli Pubblico impiego Rinnovo del contratto, così l’avanzo può finanziare gli arretrati per le buste paga di giugno

Rinnovo del contratto, così l’avanzo può finanziare gli arretrati per le buste paga di giugno

di Daniela Ghiandoni ed Elena Masini

La definitiva sottoscrizione del contratto nazionale di lavoro relativo alle funzioni locali apre la strada al pagamento degli arretrati nelle buste paga del prossimo mese di giugno (si veda in proposito il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 16 maggio). In vista di questo delicato appuntamento, gli uffici interessati si stanno preparando così da garantire la massima tempestività e puntualità nell'adempimento, viste le attese acuite da lunghi anni di blocco.

Copertura finanziaria

Un primo problema riguarda il reperimento delle risorse necessarie sia per il pagamento degli arretrati che per l'adeguamento degli stipendi ai nuovi trattamenti economici. Tutti gli oneri derivanti dal rinnovo contrattuale gravano sui bilanci delle singole amministrazioni, non essendo prevista alcuna forma di ristoro da parte dello Stato.

Sulla base di quanto previsto dal principio contabile allegato 4/2 al Dlgs 118/2011 (punto 5.2, lettera a), sono molti gli enti che hanno accantonato nel risultato di amministrazione 2017 le risorse necessarie al pagamento degli arretrati, in ossequio anche al principio di competenza economica che richiede che su ogni esercizio gravino gli oneri maturati su quel singolo esercizio, anche se la loro manifestazione monetaria è differita a un momento successivo.

L'accantonamento deve riguardare unicamente gli oneri relativi agli anni 2016 e 2017 e non può coprire anche gli emolumenti relativi al 2018 ed esercizi successivi in quanto, trattandosi di spese ricorrenti che si consolideranno, devono essere coperte con entrate di competenza.

Unica eccezione è forse costituita dall'incremento una tantum del 2018 che, ad oggi, rappresenta una spesa corrente non ricorrente che può essere finanziata con avanzo di amministrazione secondo l'articolo 187 del Tuel.

Chi, invece, non ha accantonato nulla, dovrà reperire sul bilancio 2018 tutte le risorse necessarie, con sforzi non secondari per le già ridotte disponibilità finanziarie. Resta inteso che anche chi non ha espressamente indicato nell'avanzo di amministrazione la voce di fondi accantonati per rinnovi contrattuali, potrà ugualmente, avendo la disponibilità, applicare avanzo libero per finanziare quella spesa, che rientra pienamente nelle casistiche di legge.
Applicazione dell'avanzo 

Per coloro che hanno accantonato i fondi nell'avanzo, si pone il problema di come poterli effettivamente utilizzare. A parte gli impatti negativi sul pareggio di bilancio, non eludibili, due sono le situazioni che si possono presentare:

• se l'ente ha già approvato il rendiconto, la variazione di bilancio funzionale ad applicare l'avanzo accantonato (o libero) è di competenza del consiglio comunale, non ravvisandosi alcuna norma derogatoria speciale che attribuisca la competenza ad altro organo. Stante la necessità di dare attuazione al contratto entro 30 giorni, qualora vi fossero difficoltà nel convocare il consiglio comunale in tempo utile, (si pensi alle numerose amministrazioni che vanno al voto a giugno), potrà essere adottata una variazione d'urgenza in giunta con i poteri del consiglio, da ratificarsi tassativamente entro 60 giorni. Un ostacolo che può presentarsi a questo proposito è costituito dalla sospensione dell'attività ordinaria da parte dei consigli comunali in vista delle imminenti elezioni amministrative fissate per il 10 giugno prossimo. Riteniamo che la variazione in oggetto rivesta il carattere dell’urgenza e improrogabilità richiesti dall'articolo 38, comma 5, del Tuel e che, quindi, non sia preclusa l'attività del consiglio, trattandosi tra l'altro di atto vincolato privo di discrezionalità. Laddove ciò non si ritenesse possibile, l'alternativa potrebbe essere rappresentata da soluzioni “temporanee”, quali il prelievo dal fondo di riserva ovvero l'utilizzo provvisorio delle risorse allocate sui capitoli stipendiali (per poi procedere in un momento successivo a operare le necessarie variazioni di bilancio) ovvero lo storno di risorse da altri stanziamenti di spesa, nell'ambito dello stesso programma;

• se l'ente non ha ancora approvato il rendiconto (e sono tanti a trovarsi in questa situazione) l'applicazione dell'avanzo accantonato (anche derivante da accantonamenti effettuati nel corso dell'esercizio precedente), sempre di competenza consigliare, è subordinato all'approvazione da parte della giunta del prospetto inerente l'avanzo di amministrazione presunto determinato a seguito di un preconsuntivo generale di tutte le voci di entrata e di spesa, da cui si evinca la disponibilità delle risorse non ancora accertate. Lo schema di rendiconto eventualmente predisposto dalla giunta può costituire un valido riferimento allo scopo.
Classificazione delle risorse 

Le risorse da allocare in bilancio, qualunque sia la fonte di finanziamento utilizzata, devono rispettare regole precise di classificazione, dettate sia dal glossario delle missioni che dalla codifica Siope/piano dei conti finanziario. Essendo vietato l'utilizzo di un criterio di prevalenza, sotto il profilo funzionale non è possibile imputare tutte le risorse relative agli arretrati a un unico programma di spesa (sia esso il programma 01.10 risorse umane o 01.11 altri servizi generali).

Al contrario occorre spalmare su tutte le missioni/programmi di spesa su cui vengono pagati i dipendenti in relazione alle attività a cui sono assegnati le risorse relative agli arretrati, in analogia con quanto accade per gli stipendi ordinari. 

In realtà sono molti gli uffici che, in attesa di conoscere gli importi precisi degli aumenti contrattuali, in sede di bilancio hanno allocato tutte le risorse sui capitoli delle risorse umane anziché nella missione 20, programma 3.

In questi casi dovrà essere disposta una vera e propria variazione di bilancio di competenza consiliare, mentre chi avesse allocato le risorse alla missione 20 potrà effettuare un prelevamento come fondo passività potenziali di competenza della giunta, per spalmare le risorse sui capitoli corretti. In ogni caso un lavoro certosino che non facilita le già gravose attività connesse a questa scadenza da attuarsi in tempi molto stretti.

Per quanto riguarda invece la codifica di natura economica, il piano dei conti prevede in aggiunta ai codici “ordinari” utilizzati abitualmente per pagare gli stipendi, la specifica voce Arretrati per anni precedenti corrisposti al personale, distintamente per personale a tempo indeterminato e determinato (PdC finanziario U.1.01.01.01.001 e U.1.01.01.01.005).

Questi codici dovranno essere utilizzati solamente per la corresponsione degli emolumenti relativi al 2016 e 2017, mentre per gli arretrati di competenza 2018 verranno usate le codifiche ordinarie.

 

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