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22/10/2018 22:42
Home Articoli Pubblico impiego Concorso irregolare: il danno da perdita di chances va dimostrato dal ricorrente

Concorso irregolare: il danno da perdita di chances va dimostrato dal ricorrente

di Giampaolo Piagnerelli

In un concorso pubblico dichiarato illegittimo per le modalità di svolgimento, ricade sul soggetto che lamenta il danno da perdita di chances, dimostrare in concreto qual è il danno patito. In caso contrario la richiesta è priva di specificità e quindi va respinta. Lo chiarisce la Cassazione con la sentenza n. 11165/18.

La vicenda

La Corte si è trovata alle prese con una vicenda in cui la Regione Liguria aveva indetto un concorso per la copertura di 41 posti di ottava qualifica funzionale. Alla selezione avevano partecipato 74 candidati e solo 41 erano risultati vincitori.

Il Tar, con sentenza del 2007, ha annullato il concorso perché ha riscontrato profili di illegittimità riguardo i parametri di valutazione predisposti dalla commissione di valutazione, in quanto basati sull'attribuzione di voti per i quali non erano stabiliti criteri, oltre che su di «un'impressione complessiva ricavabile dall'interrogazione», criterio che aveva carattere soggettivo e non era neppure completato da alcun riferimento agli aspetti cui fare riferimento, cosicchè era attribuito nel complesso all'arbitrio della commissione stessa la scelta dei candidati da promuovere o meno.

Proprio in funzione di tale bocciatura la ricorrente si era sentita discriminata pur avendo (a suo dire) tutte le carte in regola per poter vincere il concorso.

Sul punto, tuttavia, la Cassazione ha richiamato un precedente secondo cui «in tema di risarcimento del danno per perdita di chance di promozione, incombe sul singolo dipendente l'onere di provare, pur se solo in modo presuntivo, il nesso di causalità tra l'inadempimento datoriale e il danno, ossia la concreta sussistenza della probabilità di ottenere la qualifica superiore».

In sostanza la distinzione tra prova dell'inadempimento, che consente di presumere in ambito contrattuale la colpa e prova del danno, pone a carico del danneggiato l'onere di dimostrare, per quanto se del caso anche solo mediante presunzioni, la ricorrenza del nesso causale al richiamato inadempimento.

Alla luce di questo principio la ricorrente non ha indicato quale fosse in concreto il danno concreto a seguito di perdita di chance. Anche perché - è scritto nella sentenza - che rispetto alla prova del nesso causale tra comportamento illegittimo e danno risarcibile per perdita di chance la giurisprudenza di legittimità in passato si è attestata su parametri valutativi che richiedono l'apprezzamento del probabile trasformarsi della chance in reale conseguimento del beneficio in termini di «elevata probabilità, prossima alla certezza».

Conclusioni - Peraltro lo stesso principio vale anche per il riconoscimento del danno non patrimoniale per il quale le sofferenze e i disagi sono giuridicamente rilevanti, in quanto siano collegati alle illegittimità concorsuali e alle successive condotte della Regione da un nesso causale giuridicamente rilevante, che nella fattispecie non è stato per nulla provato.

Per questi motivi (quindi per mancanza di specificità nelle richieste) è stato rigettato l'appello del candidato non risultato vincente del concorso dichiarato irregolare dal Tar.

 

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