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22/10/2018 22:41
Home Articoli Pubblica Amministrazione Sanzioni non trasmissibili agli eredi

Sanzioni non trasmissibili agli eredi

In merito ad avviso di accertamento IMU 2012, notificato il 24 agosto 2015, è stata concessa una rateazione in 36 rate mensili di cui la prima rata in scadenza il 31 dicembre 2015 e ultima rata il 30 novembre 2018. A seguito del decesso del contribuente, avvenuto il 8 marzo 2018, ci è pervenuta, in data 26 aprile 2018, tramite studio commercialista, richiesta di ricalcolo della rateazione adducendo anche la non trasmissibilità delle sanzioni agli eredi.

 

Premesso che l'avviso di accertamento si suddivide in: euro 6.711,00 di imposta euro 2.013,30 di sanzione euro 255,85 di interessi per un totale complessivo arrotondato di euro 8.980,00 più ulteriori euro 82,00 di interessi di rateazione, essendo state pagate a tutt'oggi 27 rate delle 36 dovute, si chiede se:

1) possa essere accolta la richiesta di ricalcolo della rateazione tenendo conto della non trasmissibilità delle sanzioni a carico degli eredi ovvero come debba essere respinta tale richiesta;

2) come di deve procedere per poter ricalcolare le rate ancora dovute (le 27 rate già pagate contengono quote di imposta, sanzione, interessi e ulteriori interessi di rateazione).

Risposte

L’art. 5, comma 1, primo capoverso del d.lgs. n. 472/1997, applicabile alle violazioni tributarie recita: “Nelle violazioni punite con sanzioni amministrative ciascuno risponde della propria azione od omissione, cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa”.

Ne consegue che le sanzioni indicate negli atti di accertamento emessi dall’ufficio tributi non si trasmettono agli eredi e, pertanto, quelle non versate dal de cuius vanno eliminate.

Ovviamente la parte di imposta non ancora versata andrà suddivisa nel numero di rate residue (ossia 9) e su ognuna di queste occorre calcolare gli interessi legali, o altra misura eventualmente stabilita dal regolamento generale delle entrate, per il periodo che intercorre fra la scadenza iniziale e il termine concesso dall’ufficio, in conformità all’art. 1, comma 165, della legge n. 296/2006. Non si deve, comunque, trattare di ulteriori interessi

fonte: Ufficiotributi.it

 

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