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17/08/2018 09:44
Home Articoli Pubblico impiego Legittimità compensi incentivanti e anticipi pensionistici tra requisiti e speranza di vita

Legittimità compensi incentivanti e anticipi pensionistici tra requisiti e speranza di vita

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Compenso incentivante per progetto recupero Imu .

In assenza di uno specifico intervento legislativo di deroga al richiamato principio di onnicomprensività della retribuzione dei dipendenti pubblici, non è legittimo riconoscere un compenso incentivante aggiuntivo in favore del personale impiegato in progetti di recupero dell'evasione ed elusione Imu.

Sono queste le considerazioni finali della Corte dei conti, sezione regionale di controllo per la Sicilia, contenute nella deliberazione n. 72/2018 a seguito di una richiesta di parere sulla possibilità di procedere alla predisposizione di un progetto Imu, finalizzato al recupero dell'evasione ed elusione prodotta negli anni precedenti.

A parere del Collegio nulla è dovuto al dipendente, oltre al trattamento economico fondamentale e accessorio, in relazione al rapporto di lavoro con l'amministrazione di appartenenza. Le fonti di legittimità sono la legge e il contratto collettivo nazionale e, quindi, soltanto una precisa disposizione legislativa può derogare a tale sistema. In tal senso, sarebbero intervenute nel passato l'articolo 3, comma 57, della legge 662/1996 e l'articolo 59, comma 1, lettera p), del Dlgs 446/1997, regolanti la materia nel caso dell'imposta comunale sugli immobili.

Tali norme consentono esplicitamente che i Comuni prevedano, nei propri regolamenti Ici, l'attribuzione di compensi incentivanti al personale; tale deroga non è stata, tuttavia, ribadita in seno alla specifica normativa regolante l'Imu e, pertanto, i giudici siciliani ritengono non possa ritenersi operante, neanche per via regolamentare.
Accesso benefici Ape sociale e pensione anticipata per lavoratori c.d. precoci

Con il messaggio n. 1481/2018, l'Inpsha fornito alcuni chiarimenti in merito alle condizioni per l'accesso ai benefici dell'Ape sociale e della pensione anticipata per i lavoratori cosiddetti «precoci», di cui all'articolo 1, commi da 179 a 186 e da 199 a 205, della legge 232/2016 (legge di bilancio 2017).

Decorrenza trattamento anticipato anzianità e regola delle “finestre”

In base alla corretta interpretazione degli articoli 1, comma 29, della legge 335/1995 e 59, comma 6, 8 e 20, della legge 449/1997, che hanno introdotto l'accesso alla pensione di anzianità attraverso un sistema di finestre, deve ritenersi che i parametri di liquidazione della pensione non vadano ancorati al momento in cui sorge il diritto a pensione (nel caso di specie anteriormente al 30 giugno 2005), bensì a quelli vigenti nell'anno in cui viene liquidata la pensione (nella fattispecie, con decorrenza 1° gennaio 2006).

Questo il principio ribadito dalla Corte di cassazione, sezione Lavoro, con l’ordinanza n. 8425 /2018, in relazione alla domanda di un soggetto intesa alla riliquidazione della pensione di anzianità («vecchiaia anticipata»), di cui era titolare, sulla base degli ultimi 18 anni di reddito per la quota reddituale, a decorrere a ritroso dalla data di maturazione del diritto, da individuare in base alla maturazione del requisito anagrafico e contributivo e non in base alla decorrenza del trattamento individuata con il sistema della finestra. Pertanto, «la decorrenza del trattamento anticipato di anzianità in base alla regola delle c.d. “finestre” integra un elemento costitutivo del diritto pensionistico, che si perfeziona solo nel momento in cui matura la data di decorrenza fissata dalla legge, non essendo sufficiente, per l'insorgenza del diritto, che l'assicurato abbia, in epoca anteriore, maturato i requisiti di età e di contribuzione e presentato la relativa domanda».

Adeguamento requisiti agli incrementi della speranza di vita

Nella circolare n. 62 del 4 aprile 2018, l'Inps ha riportato, in sintesi, i requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia, alla pensione anticipata e alla pensione di anzianità con il sistema delle cosiddette quote, adeguati agli incrementi della speranza di vita, come previsto dal decreto 5 dicembre 2017.

 

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