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21/04/2018 15:51
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Attività di scommesse, sale giochi e sale bingo - le indicazioni operative

Ai fini del rilascio della licenza ex art. 88 del TULPS, le questure dovranno accertare il rispetto delle distanze dai luoghi sensibili nel valutare le istanze per l’apertura di sale vlt, sale scommesse e sale bingo.

Circolare dal Ministero dell’Interno - prot. 557PASU00388112001 del 19 marzo 2018

È quanto precisato dal Ministero dell’Interno - Dipartimento della Pubblica Sicurezza - con la Circolare prot. 557/PAS/U/00388/1/12001 del 19 marzo 2018 che, ritornando sulla questione già in precedenza affrontata, circa la competenza in merito al controllo sulle istanze per l’apertura di sale VLT, sale scommesse e sale Bingo, muta radicalmente il proprio orientamento, riservando alle Questure territorialmente competenti, l’accertamento circa il rispetto delle distanze dai luoghi sensibili individuati dai comuni ai sensi delle rispettive discipline regionali.

Come è noto, l’orientamento ministeriale precedente alla suddetta circolare, era decisamente nel senso di limitare la competenza Questorile in materia, all’accertamento del possesso dei requisiti di onorabilità ex artt. 11, 92 e 131 del TULPS[1] (R.D. n. 773/1931) e dei requisiti oggettivi strettamente rilevanti ai fini di pubblica sicurezza (sorvegliabilità dei locali) riservando, viceversa, all’esclusiva ed autonoma competenza degli enti locali qualsivoglia attività di controllo e sanzionatoria inerente l’osservanza di distanze minime da luoghi c.d. sensibili (generalmente chiese, ospedali, centri socio-sanitari, etc.).

Come sottolineato dal Ministero dell’Interno, il suddetto orientamento richiede una decisa revisione, alla luce di una serie di elementi sopravvenuti, rinvenibili essenzialmente:
nell’Intesa in sede di Conferenza Unificata Stato-Regioni del 7 settembre 2017, con cui è stato riconosciuto l’impatto di un’offerta di gioco oggettivamente eccessiva e la legittimità delle discipline regionali e locali delle distanze dei punti vendita di gioco dai luoghi c.d. sensibili in ottica di contrasto alle ludopatie;

nel D.lgs. n. 222/2016 (attuativo della riforma Madia), la cui tabella A) individua il regime giuridico delle attività private ivi elencate prevedendo, per l’esercizio dei giochi leciti a mezzo Video Lottery ex art. 110, c.6, lett. b, TULPS (n. 84) e per le agenzie di raccolta delle scommesse e le sale bingo (n. 85), il regime autorizzatorio in capo al Questore territorialmente competente, non richiedendo all’interessato, a differenza di quanto previsto per altre attività, quale ad es. il commercio di oggetti preziosi (n. 35 della tabella di che trattasi), lo svolgimento di altri adempimenti[2] o l’acquisizione di ulteriori atti di assenso, con ciò concentrando nel Questore medesimo, la verifica della sussistenza dei requisiti previsti ai fini di polizia ma anche di quelli previsti da altre fonti normative.

Sulla scorta dei predetti elementi di riesame il Ministero dell’Interno - Dipartimento della Pubblica Sicurezza - con la Circolare anzidetta, esprime indirizzo affinché le Questure, in sede di rilascio delle licenze ex art. 88 TULPS, verifichino anche il rispetto delle distanze dai luoghi c.d. sensibili individuati dai comuni ai sensi delle rispettive discipline regionali.

A supporto del mutamento di indirizzo il Ministero dell’Interno richiama, altresì, l’orientamento giurisprudenziale che va consolidandosi a partire dall’Ordinanza del Consiglio di Stato, Sez. III, n. 798 del 19 febbraio 2015, laddove espressamente il supremo giudice amministrativo ha statuito “che l’autorità di p.s., in sede di rilascio delle licenze per scommesse e giochi con vincita di danaro, deve tener conto dei diversi interessi sul territorio che sono coinvolti dal provvedimento autorizzatorio” e che trova riscontro in successive pronunce dei giudici amministrativi (ad es. T.A.R. Emilia Romagna n. 407/2015 e Tar Toscana n. 708/2017).

Il Ministero, evidenziate le motivazioni che sottendono al cambio di orientamento delinea, quindi, le indicazioni operative conseguenziali per le Questure, fornendo anche la modulistica specifica per la presentazione delle istanze di rilascio delle licenze ex art. 88 TULPS.

Nello specifico, già nella modulistica ministeriale è previsto che il richiedente, in aggiunta alle dichiarazioni di conformità dei locali alla normativa vigente in materia urbanistica, edilizia, di destinazione d’uso, igienico-sanitaria e di polizia urbana, autocertifichi, ai sensi dell’art. 47 e con le responsabilità di cui ai successivi artt. 71 e ss. del D.P.R. n. 445/2000, il rispetto delle distanze minime dai luoghi sensibili previste dalle disposizioni regionali e locali.

Le suddette autocertificazioni saranno quindi verificate dalle Questure, chiedendo ai comuni territorialmente competenti di procedere al controllo delle dichiarazioni, ivi comprese quelle attinenti il rispetto delle distanze dai luoghi sensibili e, solo qualora il comune attesti la conformità dei locali sotto tali profili (ovvero non fornisca risposta alla richiesta del Questore entro il termine stabilito) il Questore stesso, ricorrendo anche gli altri presupposti soggettivi ed oggettivi, procederà al rilascio della licenza ex art. 88 del TULPS.

Conseguentemente, la licenza non dovrà più riportare alcuna dicitura in merito al suo rilascio ai soli fini di pubblica sicurezza con rinvio alle eventuali limitazioni disposte da ulteriori disposizioni statali, regionali o locali.

Qualora, viceversa, il comune dovesse rilevare il mancato rispetto delle disposizioni in materia di distanze minime (e/o delle altre disposizioni di competenza dell’ente locale in materia di conformità dei locali), il Questore dovrà provvedere al rigetto dell’istanza di autorizzazione, dando adeguata contezza all’avviso del comune, nella motivazione del provvedimento.

La circolare ministeriale disciplina anche l’ipotesi in cui la violazione delle distanze minime si evidenziasse successivamente al rilascio della licenza ex art. 88 del TULPS (in tal senso, ad es., diverse disposizioni regionali prevedono che i luoghi sensibili possano essere integrati nel tempo, di talché è possibile che un esercizio autorizzato manifesti incompatibilità rispetto ad essi successivamente all’abilitazione questorile), prevedendo che il Questore dovrà valutare il possibile annullamento del proprio provvedimento autorizzatorio in autotutela, ex art. 21-nonies, L. n. 241/1990, restando comunque fermi i poteri di intervento degli enti locali ai sensi delle disposizioni normative regionali e locali.

La circolare disciplina, infine, l’ambito di applicazione dell’indirizzo ministeriale, riferendolo alle nuove richieste di autorizzazione ed ai procedimenti amministrativi la cui istruttoria sia in itinere alla data della sua emanazione, precisando che in tale ultimo caso, al fine di acquisire le opportune informazioni in materia di rispetto delle distanze minime da luoghi sensibili presso i comuni interessati, le Questure potranno sospendere i termini procedimentali ai sensi dell’art. 2, c.7 della L. n. 241/1990.

[1] Art. 11 - Salve le condizioni particolari stabilite dalla legge nei singoli casi, le autorizzazioni di polizia debbono essere negate:

1 a chi ha riportato una condanna a pena restrittiva della libertà personale superiore a tre anni per delitto non colposo e non ha ottenuto la riabilitazione;

2 a chi è sottoposto all'ammonizione o a misura di sicurezza personale o è stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza.

Le autorizzazioni di polizia possono essere negate a chi ha riportato condanna per delitti contro la personalità dello stato o contro l'ordine pubblico, ovvero per delitti contro le persone commessi con violenza, o per furto, rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione, o per violenza o resistenza all'autorità, e a chi non può provare la sua buona condotta.

Le autorizzazioni devono essere revocate quando nella persona autorizzata vengono a mancare, in tutto o in parte, le condizioni alle quali sono subordinate, e possono essere revocate quando sopraggiungono o vengono a risultare circostanze che avrebbero imposto o consentito il diniego dell’autorizzazione;

Art. 92 - Oltre a quanto è preveduto dall'art. 11, la licenza di esercizio pubblico e l'autorizzazione di cui all'art. 89 non possono essere date a chi sia stato condannato per reati contro la moralità pubblica e il buon costume, o contro la sanità pubblica o per giuochi d'azzardo, o per delitti commessi in istato di ubriachezza o per contravvenzioni concernenti la prevenzione dell'alcoolismo, o per infrazioni alla legge sul lotto, o per abuso di sostanze stupefacenti.

Art. 131 - Le autorizzazioni di Polizia prevedute in questo titolo, fatta eccezione per quelle indicate dagli artt. 113, 121, 123 e 124, non possono essere concedute a chi è incapace di obbligarsi”.

[2] Fa eccezione la presentazione della Scia prevenzione incendi, in caso di locali con capienza superiore a 100 persone, ovvero superficie superiore a 200 mq a qualunque attività destinati.

 

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