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21/04/2018 15:51
Home Articoli Pubblica Amministrazione Sulle delibere tributarie tardive altro cambio del Tar: tariffe Tari valide se si rispetta il termine del prefetto per i bilanci

Sulle delibere tributarie tardive altro cambio del Tar: tariffe Tari valide se si rispetta il termine del prefetto per i bilanci

di Giuseppe Debenedetto

Sentenza del Tar Bari n. 240/2018

È valida la delibera delle tariffe Tari adottata in ritardo purché entro il termine ultimo, intimato dal prefetto, per l'approvazione del bilancio. Lo ha chiarito il Tar Bari con la sentenza n. 240/2018.

La questione delle delibere «tardive» e la recente giurisprudenza

La pronuncia si inserisce nell'ampio filone giurisprudenziale che si è formato sulla questione delle delibere «tardive», costituito ormai da un centinaio di sentenze in gran parte sfavorevoli ai Comuni.

Sulla questione la giurisprudenza di vertice ha più volte affermato che il termine per l'adozione delle delibere tariffarie e regolamentari è perentorio, quindi anche il ritardo di appena un giorno produce l'invalidità delle delibere (si vedano le sentenze del Consiglio di Stato n. 3808/2014, n. 3817/2014, n. 4409/2014 e n. 1495/2015).

La questione è poi esplosa nel 2015, con diverse sentenze di Tar, ma recentemente la giurisprudenza è passata dalla tesi dell'illegittimità della delibera tardiva a quella della sua inefficacia retroattiva.

Per intenderci, il mancato rispetto del termine di legge non comporta di per se l'invalidità della delibera ma incide solo sulla sua efficacia temporale, non potendo essere applicata nell'esercizio in corso (in tal senso, Consiglio di Stato n. 4104/2017e n. 267/2018). Sulla base di questo orientamento il Tar Torino, conla sentenza n. 39/2018, ha ritenuto che l'efficacia della delibera tardiva non deve decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo, ma dalla data della sua adozione (si veda Il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 15 gennaio 2018).

L'apertura del Tar Bari

Un ulteriore elemento di novità nel panorama giurisprudenziale è costituito dalla sentenza n. 240/2018 del Tar Bari che ritiene valido il termine ultimo intimato dal Prefetto per l'adozione del bilancio di previsione.

Sulle delibere tributarie tardive altro cambio del Tar: tariffe Tari valide se si rispetta il termine del prefetto per i bilancidi Giuseppe Debenedetto pdf La sentenza del Tar Bari n. 240/2018È valida la delibera delle tariffe Tari adottata in ritardo purché entro il termine ultimo, intimato dal prefetto, per l'approvazione del bilancio.

Lo ha chiarito il Tar Bari con la sentenza n. 240/2018.La questione delle delibere «tardive» e la recente giurisprudenzaLa pronuncia si inserisce nell'ampio filone giurisprudenziale che si è formato sulla questione delle delibere «tardive», costituito ormai da un centinaio di sentenze in gran parte sfavorevoli ai Comuni.

Sulla questione la giurisprudenza di vertice ha più volte affermato che il termine per l'adozione delle delibere tariffarie e regolamentari è perentorio, quindi anche il ritardo di appena un giorno produce l'invalidità delle delibere (si vedano le sentenze del Consiglio di Stato n. 3808/2014, n. 3817/2014, n. 4409/2014 e n. 1495/2015).La questione è poi esplosa nel 2015, con diverse sentenze di Tar, ma recentemente la giurisprudenza è passata dalla tesi dell'illegittimità della delibera tardiva a quella della sua inefficacia retroattiva.

Per intenderci, il mancato rispetto del termine di legge non comporta di per se l'invalidità della delibera ma incide solo sulla sua efficacia temporale, non potendo essere applicata nell'esercizio in corso (in tal senso, Consiglio di Stato n. 4104/2017e n. 267/2018). Sulla base di questo orientamento il Tar Torino, conla sentenza n. 39/2018, ha ritenuto che l'efficacia della delibera tardiva non deve decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo, ma dalla data della sua adozione (si veda Il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 15 gennaio 2018).L'apertura del Tar BariUn ulteriore elemento di novità nel panorama giurisprudenziale è costituito dalla sentenza n. 240/2018 del Tar Bari che ritiene valido il termine ultimo intimato dal Prefetto per l'adozione del bilancio di previsione.

Nel caso in questione il Comune non era riuscito ad approvare entro il 30 aprile 2016 il bilancio e le delibere dei tributi. Tuttavia, anche in considerazione del rinnovo elettorale dei suoi organi, aveva ottenuto dal Prefetto un'ulteriore proroga per l'approvazione del bilancio, fissata al 15 luglio 2016.

Entro questa data il Comune aveva poi provveduto ad approvare le tariffe Tari 2016, per cui la delibera impugnata dal Mef viene ritenuta tempestiva e quindi valida. Si tratta però di un'apertura che non trova conferma nella giurisprudenza di vertice, dal momento che la proroga concessa dal Prefetto in caso di mancata approvazione nei termini del bilancio è riferita all'adozione del bilancio e non anche alle delibere dei tributi.

Il Consiglio di Stato ha infatti chiarito che l'autorizzazione del Prefetto ha natura eccezionale, essendo finalizzata ad evitare le gravi conseguenze che conseguono alla mancata approvazione del bilancio da parte dell'ente locale, ma non comprende il termine per l'approvazione delle aliquote e delle tariffe, che trovano compiuta e autonoma disciplina nel comma 169 della legge 296/06 del 2006 (sentenze n. 3808/2014 e n. 3817/2014).

Inoltre non può costituire un'attenuante il ritardo dovuto alle elezioni comunali (in tal senso Tar Potenza n. 815/2016). tavia, anche in considerazione del rinnovo elettorale dei suoi organi, aveva ottenuto dal Prefetto un'ulteriore proroga per l'approvazione del bilancio, fissata al 15 luglio 2016. Entro questa data il Comune aveva poi provveduto ad approvare le tariffe Tari 2016, per cui la delibera impugnata dal Mef viene ritenuta tempestiva e quindi valida.

Si tratta però di un'apertura che non trova conferma nella giurisprudenza di vertice, dal momento che la proroga concessa dal Prefetto in caso di mancata approvazione nei termini del bilancio è riferita all'adozione del bilancio e non anche alle delibere dei tributi. Il Consiglio di Stato ha infatti chiarito che l'autorizzazione del Prefetto ha natura eccezionale, essendo finalizzata ad evitare le gravi conseguenze che conseguono alla mancata approvazione del bilancio da parte dell'ente locale, ma non comprende il termine per l'approvazione delle aliquote e delle tariffe, che trovano compiuta e autonoma disciplina nel comma 169 della legge 296/06 del 2006 (sentenze n. 3808/2014 e n. 3817/2014). Inoltre non può costituire un'attenuante il ritardo dovuto alle elezioni comunali (in tal senso Tar Potenza n. 815/2016).

 

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