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23/09/2018 10:25
Home Articoli Pubblica Amministrazione Fabbisogni standard per i Comuni, in Gazzetta Ufficiale gli ultimi aggiornamenti: di cosa si tratta?

Fabbisogni standard per i Comuni, in Gazzetta Ufficiale gli ultimi aggiornamenti: di cosa si tratta?

di Paola Morigi

Analisi dell’importanza dei questionari raccolti periodicamente da Sos.

Il 27 febbraio scorso è stato pubblicato nel S.O. n. 10 alla Gazzetta Ufficiale il testo del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 22 dicembre 2017 contenente l’aggiornamento, predisposto dalla soc. Sose, a metodologia invariata, dei fabbisogni standard per i Comuni, per l’esercizio 2018. Ma vediamo concretamente di cosa si tratta.

Com’è noto la disciplina dei fabbisogni standard nasce in relazione alla l. 5 maggio 2009, n. 42 ̶ la legge delega sul federalismo fiscale – con l’obiettivo di pervenire ad un graduale e definitivo superamento del criterio della spesa storica, che non assicura trasferimenti correnti equi in relazione ai reali fabbisogni e alle necessità degli Enti locali.

Con riferimento ai Comuni si sono individuate una serie di funzioni fondamentali, in alcuni ambiti specifici: funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo; polizia locale; istruzione pubblica; viabilità e trasporti; gestione del territorio e dell’ambiente; settore sociale. Sono poi state diffuse le Note metodologiche(1), sulla base diquanto stabilito nel d.lgs. 26 novembre 2010, n. 216, applicativo della legge delega n. 42/2009.

Per definire i fabbisogni standard si è costruita una equazione relativa alla domanda unitaria di servizio pubblico locale (ge), determinata in funzione di variabili demografiche e socio-economiche (Q), reddito medio dei fruitori dei servizi (R) e costo unitario del servizio pubblico locale (y):

(ge) = d (Q, R, y)

L’offerta unitaria di servizio pubblico locale (y), espressa anch’essa attraverso un’equazione, la si è fatta dipendere da fattori esogeni, quali ad esempio servizi analoghi offerti da altri Comuni di dimensione superiore (gs), livello del servizio pubblico (ge), prezzi dei fattori produttivi (p), altre variabili di contesto relative all’offerta (A), quali aspetti morfologici del territorio e socio-economici):

y = s (gs, ge, p, A)

Il livello ottimale del servizio pubblico locale e il suo costo sono stati determinati simultaneamente da due equazioni che pongono in relazione gli elementi ai quali si faceva riferimento.

È stata poi effettuata una ricognizione dei dati disponibili, che si è avvalsa principalmente del Certificato di Conto Consuntivo (CCC), la fonte informativa finanziaria principale resa disponibile dal Ministero dell’Interno. Le rilevazioni sono state effettuate con riferimento al 2009, ma successivamente sono state aggiornate con i dati del 2013 e del 2015. Si sono così individuati i coefficienti di riparto, utilizzati per suddividere le risorse del Fondo di solidarietà comunale.

Ora, venendo alla nuova pubblicazione riportata sul S.O. alla Gazzetta Ufficiale del 27 febbraio scorso, osserviamo che con la stessa si vogliono illustrare le procedure di revisione che sono state poste in essere con la raccolta e la rielaborazione dei dati più recenti, tenendo presente che attraverso questo strumento nelle regioni a statuto ordinario si assegna il 55% delle risorse del Fondo di solidarietà comunale.

Anche se oggi gli Enti locali non hanno che da “prendere atto” dei nuovi coefficienti di ripartizione, è necessario tuttavia esprimere alcune considerazioni sull’importanza dei dati raccolti presso gli enti locali.

Come può leggersi nella corposa pubblicazione riportata in allegato al S.O. alla Gazzetta del 27 febbraio nel corso degli anni non tutti gli Enti locali hanno provveduto alla compilazione dei questionari. Se escludiamo gli Enti che avevano difficoltà oggettive ̶ ci riferiamo principalmente ai Comuni situati nelle zone terremotate ̶ notiamo però che gli enti inadempienti si collocano principalmente fra quelli di piccola o piccolissima dimensione.

Anche se si possono comprendere le ragioni – coloro che lavorano in un ente di piccola dimensione sono presi da mille incombenze, spesso molto diverse le une dalle altre – non si giustifica tale comportamento che determina una mancata conoscenza, a livello centrale, dell’insieme delle nostre numerose realtà locali, che così non hanno modo di fornire al Ministero dell’interno quelle conoscenze strutturate utili per effettuare in modo corretto le ripartizioni di determinate risorse.

Di qui la necessità di sensibilizzare maggiormente tutti gli enti locali a compilare i questionari inviati periodicamente da Sose, dal momento che non si tratta solo di un adempimento, ma di un’occasione che potrà consentire in un domani non lontano di ricevere risorse che tengono conto delle vere problematiche esistenti sui diversi territori. A nulla serve infatti lamentarsi per le scarse risorse attribuite se non si fornisce a Sose ̶ e quindi al Ministero dell’interno – gli elementi conoscitivi che servono per ripartire in maniera corretta una serie di risorse, superando vecchi criteri del passato non più conformi alle norme di legge.

I costi e i fabbisogni standard poi servono agli Enti anche per altre finalità. Ne ricordiamo due in particolare(2):

̶ permettono di effettuare operazioni di benchmarking attraverso il confronto fra costi di produzione di servizi simili. Ovviamente a fronte di differenze notevoli non si vuole criminalizzare nessuno, ma capire le ragioni che portano a risultati molto diversi;

̶ possono essere utilizzati anche come “misura anticorruzione”, dal momento che se correttamente interpretati rappresentano un “campanello d’allarme” quando nella gestione dei servizi o nella costruzione di un’opera pubblica si denotano sensibili incrementi non facilmente spiegabili e motivabili.

Di qui la necessità di impadronirsi dello strumento, di migliorarlo se necessario ̶ proponendo o suggerendo modifiche se vi sono aspetti che non consentono una rilevazione corretta dei fabbisogni ̶ e di cercare di capire come viene costruito per avere elementi informativi importanti utili in qualsiasi momento per perseguire le strategie locali.

 

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