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10/12/2018 10:42
Home Articoli Pubblico impiego Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con il dirigente

Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con il dirigente

Domanda :

In un Comune la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con un dirigente prevista dall'art. 17 del CCNL autonomie locali del 23/12/1999 (modificato dall'art. 15 del CCNL 22/2/2006) è ancora vigente ed utilizzabile? Vige il divieto di sostituzione del dirigente cessato sino al termine del corrispondente periodo retributivo dell'indennità riconosciuta oppure l'unico vincolo è il turn-over e la complessiva spesa di personale?

 

Risposta :

L’Art.17 CCNL 23.12.1999, come modificato dall’art. 15 CCNL 22.2.2006, dispone quanto segue:

1. L’ente o il dirigente possono proporre all’altra parte la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

2. Ai fini di cui al comma 1, gli enti, previa disciplina delle condizioni, dei requisiti e dei limiti, possono erogare un’indennità supplementare nell’ambito della effettiva capacità di spesa dei rispettivi bilanci. La misura dell’indennità può variare fino ad un massimo di 24 mensilità, comprensive della quota della retribuzione di posizione in godimento.

3. La risoluzione consensuale può essere proposta e giustificata dalla necessità di favorire i processi di razionalizzazione e di ammodernamento degli ordinamenti amministrativi e istituzionali degli enti, in presenza della evoluzione dei servizi e delle competenze, anche con riferimento alle nuove esigenze correlate alle riforme federaliste costituzionali o ad altre leggi di riforma della pubblica amministrazione.

4. I criteri generali relativi alla disciplina delle condizioni, dei requisiti e dei limiti per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, prima della definitiva adozione sono oggetto di concertazione ai sensi dell’art. 8”.

Avuto riguardo ai processi di razionalizzazione la stessa si collega in modo diretto con la diminuzione delle posizioni dirigenziali tali da favorire una riduzione a regime della spesa, ovvero dalla necessità di modificare l’assetto organizzativo in presenza della piena copertura della dotazione organica e della necessità di nuove figure professionali (si pensi al dirigente informatico in considerazione dell’evoluzione delle tecnologie, o altra figura particolare non rinvenibile nei ruoli dell’amministrazione).

In presenza, pertanto, della sola necessità di cambiamento di professionalità, ossia in assenza della diminuzioni dei posti dirigenziali, secondo le disposizioni regolamentari dell’ente sulla risoluzione consensuale, essendo la norma ancora vigente, il limiti al pagamento dell’indennità sostitutiva soggiacciono alle seguenti condizioni:

a) rispetto della disciplina delle condizioni, dei requisiti e dei limiti di cui l’ente si sia preventivamente dotato con concertazione dei criteri in sede decentrata;

b) motivazioni di addivenire a tale risoluzione consensuale, precisando in modo puntuale le motivazioni e i vantaggi dell’ente;

c) la necessità di sostituire il dirigente dimissionario con una nuova figura dirigenziale, in coerenza con le risorse del personale disponibili e nel rispetto del turn over dell’ente.

Fonte: Ilpersonale.it

 

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