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17/08/2018 09:43
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Le indennità degli amministratori locali ridotte oltre il limite minimo previsto possono essere aumentate

di Enzo Cuzzola

La Corte dei conti, Sez. regionale di controllo per la Lombardia, dà ulteriore conferma ad un importante orientamento

Come è noto, la disciplina relativa all’indennità di funzione spettante agli amministratori degli Enti locali è stata interessata, nel corso degli ultimi anni, da numerosi interventi legislativi ispirati dall’esigenza di limitare le spese a carico dell’Ente e, in particolare, i costi della rappresentanza politica, con modifica dei criteri di calcolo, imponendone progressive riduzioni.

L’art. 82 del TUEL (decreto legislativo n. 267/2000), contiene la disciplina dell’indennità di funzione e dei gettoni di presenza da riconoscere agli amministratori degli enti locali, la determinazione della cui misura, per il rinvio operato dal comma 8, risulta attualmente definita dal Decreto del Ministero dell’Interno 4 aprile 2000, n. 119.

Confermando un orientamento già esistente (Corte dei conti, Sezione di controllo per il Piemonte deliberazioni n. 19/2017/PAR e n. 278/2012/PAR; Sezione regionale di controllo per il Veneto, deliberazione n. 132/2015/PAR; Sezione regionale di controllo per il Lazio, deliberazione n. 208/2015/PAR), la Corte dei conti, Sez. reg. di controllo per la Lombardia, con il parere n. 382 del 21 dicembre 2017, ha ribadito che nel caso in cui il Comune abbia deciso in passato di ridurre le indennità spettanti a Sindaco e assessori in misura superiore a quanto richiesto dalle richiamate disposizioni legislative dirette al contenimento della spesa degli Enti locali, può rideterminate in aumento sino alla concorrenza dei limiti normativamente previsti.

Il citato parere, perciò, si conforma all’ormai consolidato orientamento secondo il quale, essendo stata abolita dal 2008 la possibilità per gli enti di modificare autonomamente l'importo dell’indennità, le delibere contenenti eventuali riduzioni, superiori a quella fissate dalla legge, vanno intese come rinunce volontarie ad una parte dell'indennità, che non hanno alcuna influenza sull'ammontare della stessa per gli esercizi successivi (Sezione di controllo per il Piemonte deliberazione n. 278/2012/PAR).

L’aumento delle predette indennità entro i limiti sopra descritti, del resto, non potrà che decorrere dalla relativa deliberazione modificativa della precedente determinazione di riduzione legittimamente assunta dall’ente sulla base della volontaria rinuncia dei precedenti amministratori.

 

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