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17/08/2018 21:35
Home Articoli Pubblico impiego Nel nuovo contratto dei dirigenti la «riscrittura» della busta paga

Nel nuovo contratto dei dirigenti la «riscrittura» della busta paga

di Gianni Trovati

C'è anche la «semplificazione» della busta paga nell'atto di indirizzo per il rinnovo del contratto dei dirigenti pubblici, che dovrebbe produrre aumenti a partire da 120 euro al mese nello stipendio “base” (il tabellare). L'atto di indirizzo, cioè il documento che apre il confronto sui rinnovi contrattuali e ne fissa le istruzioni, è ora al ministero dell'Economia per l'esame preliminare; a breve, insomma, si dovrebbero aprire i tavoli all'Aran.

Confronto al via

Ma il dato principale risiede già nella “comparsa” dell'atto di indirizzo, perché dopo la firma degli accordi su statali e sicurezza, e l'apertura dei tavoli per scuola, sanità ed enti territoriali, il rinnovo contrattuale dei 156mila dirigenti pubblici sembrava sparito dai radar.

Al punto che lunedì scorso l'Unadis, l'Unione nazionale dei dirigenti dello Stato, aveva convocato lunedì scorso un'assemblea pubblica a due passi da Palazzo Chigi annunciando una «mobilitazione» inusuale per i vertici amministrativi.

Il confronto, insomma, è pronto per iniziare, anche se non si annuncia semplicissimo. Nell'atto di indirizzo, che riguarda le amministrazioni centrali ma come sempre detta linee destinate a ripetersi anche negli altri comparti, accanto ad alcuni grandi classici come la richiesta di selezioni trasparenti e di una valutazione più ancorata ai risultati effettivi, compaiono alcuni temi più nuovi: un obbligo di aggiornamento professionale misurato in crediti formativi, come accade per i professionisti iscritti agli albi, e la «semplificazione» della busta paga, che nelle intenzioni dovrebbe unificare tutte le parti fisse.

Temi delicati

Un'indicazione, questa, in linea con gli obiettivi del nuovo testo unico del pubblico impiego, attuativo della riforma della Pa: ma le ipotesi di ristrutturazione delle buste paga sono sempre uno dei terreni più delicati quando ci si confronta sui rinnovi contrattuali.

Anche per questo le prime reazioni dei diretti interessati sono prudenti: soddisfazione per l'avvio della macchina, ma niente giudizi sul merito prima di leggere il testo definitivo.

Intanto l'attesa continua a riguardare il personale di scuola, sanità ed enti territoriali: i contratti di questi 2,5 milioni di dipendenti sono al centro di un confronto che per il momento fatica però a trovare il punto di svolta verso la firma.

 

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