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25/05/2018 03:29
Home Articoli Appalti L'ANAC striglia le PA sui «lavori analoghi» nelle trattative private: niente requisiti aggiuntivi

L'ANAC striglia le PA sui «lavori analoghi» nelle trattative private: niente requisiti aggiuntivi

di Massimo Frontera

Nella delibera 1362/2017 sollecitata dall'Ance, l'Autorità ha escluso che i "lavori analoghi" possano essere un criterio di selezione per imprese i da invitare alle gare negoziate 
No all'utilizzo dei "lavori analoghi" come criteri di selezione per le imprese da invitare alle procedure negoziate.

Si legge nella delibera n. 1362 del 20 dicembre 2017 dell'Anac in risposta a una istanza di parere di precontenzioso presentata lo scorso 5 aprile, attraverso l'Ance.

L'associazione dei costruttori ha segnalato in particolare due richieste fatte dalla stazione appaltante in occasione di una procedura negoziata a inviti.

La prima contestazione riguarda il fatto che la stazione appaltante ha chiesto, oltre alle qualifiche Soa ulteriori requisiti di qualificazione connessi all'espletamento dei "lavori analoghi" all'appalto. La richiesta della Pa era relativa sia all'iscrizione al proprio albo, sia al successivo invito alla procedura negoziata. La seconda contestazione riguarda il fatto che gli stessi "lavori analoghi" venivano utilizzati, ad insindacabile giudizio della stazione appaltante, come criterio di selezione degli operatori da invitare alla procedura negoziata.

In una circolare riservata agli associati l'Ance sottolinea che l'Anac ha concordato sul fatto che «la modalità di selezione degli operatori da invitare alle procedure negoziate non sia conforme le modalità di selezione dei soggetti da invitare alle procedure utilizzata dalla stazione appaltante non sia conforme ai principi generali in materia di contratti pubblici».

«In motivazione - riporta sempre la circolare dell'Ance - l'Autorità ha ribadito la vigenza del principio generale negli appalti pubblici di lavori secondo cui l'attestazione SOA costituisce condizione necessaria e sufficiente per la partecipazione alle gare, senza che vi sia la necessità (o meglio l'onere) per il concorrente di provare ulteriori requisiti di qualificazione. Tale principio, fermo restando la vigenza - in attesa dell'adozione delle specifiche linee guida in tema di qualificazione degli operatori economici - del regime transitorio (art. 216, comma 14 del Codice) che fa salve le norme del DPR 207/2010 in tema di qualificazione degli operatorie economici, viene sancito dall' art. 60 del citato Regolamento 207, il quale prevede espressamente che l'attestazione di qualificazione costituisce "condizione necessaria e sufficiente per la dimostrazione dell'esistenza dei requisiti di capacità tecnica e finanziaria ai fini dell'affidamento di lavori pubblici"».

«Si evidenzia,
inoltre, nella trattazione - riferisce sempre l'Ance - come tale principio abbia trovato conferma nel "Manuale sull'attività di qualificazione per l'esecuzione di lavori pubblici di importo superiore a 150.000,00 euro", nonché nelle linee guida n. 4, relative alle "Procedure per l'affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e formazione e gestione degli elenchi di operatori economici". In ragione di ciò, l'Anac ha ritenuto che tale modalità operativa di selezione degli operatori da invitare alle procedure negoziata determini una possibile lesione dei principi di trasparenza dell'azione amministrativa, nonché di non discriminazione e par condicio dei concorrenti, e pertanto ne ha deliberato la non conformità ai principi generali in materia di contratti pubblici».

 

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