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20/01/2018 15:36
Home Articoli L'ESPERTO RISPONDE Quesiti: incentivi per funzioni tecniche

Quesiti: incentivi per funzioni tecniche

Si sottopone la complessa vicenda relativa alla questione degli incentivi per le funzioni tecniche così come novellata dal d.lgs. 50/2016.

Specificatamente, all’art.113, comma 2 è riportato: “A valere sugli stanziamenti di cui al comma 1, le amministrazioni aggiudicatrici destinano ad un apposito fondo risorse finanziarie in misura non superiore al 2 per cento modulate sull'importo dei lavori, servizi e forniture, posti a base di gara per le funzioni tecniche svolte dai dipendenti delle stesse esclusivamente per le attività di programmazione della spesa per investimenti, di valutazione preventiva dei progetti, di predisposizione e di controllo delle procedure di gara e di esecuzione dei contratti pubblici, di RUP, di direzione dei lavori ovvero direzione dell'esecuzione e di collaudo tecnico amministrativo ovvero di verifica di conformità, di collaudatore statico ove necessario per consentire l'esecuzione del contratto nel rispetto dei documenti a base di gara, del progetto, dei tempi e costi prestabiliti”.

Pertanto, considerato che alla luce di tale declaratoria, è da ritenersi che il fondo sia destinato solo a tutti i soggetti che abbiano assolto funzioni tecniche nell’ambito delle attività di programmazione della spesa per investimenti, si chiede se nell’ambito di dette attività rientrano quelle relative alla redazione del progetto di fattibilità tecnica economica, (ex progetto preliminare) ovvero di valutazione preventiva dei progetti (redazione progettazioni definitive/esecutive) indispensabili per la predisposizione delle procedure di gara (redazione del bando, del disciplinare, grafici e computi e elenco prezzi, ed altri elaborati) che sono spesso parte essenziale delle procedure per l’affidamento della realizzazione delle opere e/o appalti relativi a spese di investimento, e quindi anche il personale che ha provveduto alla redazione delle progettazioni?

Inoltre si chiede anche la corretta imputazione dell'IRAP nell'ambito dei compensi incentivanti, visto che l'art. 113 ha confermato la previsione dell'abrogato art 93 dlgs 163/2006, secondo cui “gli importi sono comprensivi anche degli oneri previdenziali e assistenziali a carico dell'amministrazione”. Nonostante l'Agenzia delle Entrate (risoluzione n.123/2008) e la Corte dei Conti (deliberazione n.33 del 30/06/2010 delle Sezioni Riunite) riconoscano che i citati oneri non comprendono l'IRAP, che grava sul datore di lavoro, sussiste ancora un contrasto interpretativo sulla corretta imputazione di tale imposta nell'ambito dei compensi incentivanti.

Sul punto si richiama, per sola memoria, che sezioni regionali della Corte dei Conti (vedi parere sez regionale Lombardia/276/2015/PAR), richiamando la citata deliberazione a Sezioni Riunite, si sono espresse, in nome del principio di contenimento della spesa pubblica, nel senso che i fondi per la progettazione e per l’avvocatura interna, ripartibili nei confronti dei dipendenti aventi titolo, siano da “calcolare al netto delle risorse necessarie alla copertura dell’onere Irap gravante sull’amministrazione” e, all'opposto, numerose pronunce del Giudice del Lavoro (es. Tribunale di MANTOVA - Giudice del Lavoro - SENTENZA del 27 giugno 2014) hanno condannano l’ente alla restituzione dell'IRAP illegittimamente trattenuta dai compensi incentivanti spettanti ai dipendenti avvocati e tecnici. Si precisa che sul punto sono tuttora in corso interlocuzioni con il Ministero dell'economia e della Finanza, relativamente a rilievi emersi nel corso di una verifica amministrativo-contabile eseguita nel 2012.

Infine, per quanto riguarda le attività manutentive (sia ordinarie che straordinarie), espressamente escluse dall'incentivazione dall'art.93 del decreto legislativo 12 aprile 2006 n.163. le diverse sezioni regionali della Corte dei Conti si sono nel merito espresse diversamente, propendendo, ora, per una radicale esclusione sulla base della tassatività delle attività elencate nell'art.113, comma 2, e, ora, per una loro inclusione, basata sul dato letterale della previsione legislativa.

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