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11/12/2017 23:56
Home Articoli Appalti L'allarme di Cantone: «Troppe deroghe al Codice e rischio palude per l'attuazione»

L'allarme di Cantone: «Troppe deroghe al Codice e rischio palude per l'attuazione»

 

di Giuseppe Latour

«Sono preoccupato dal ritorno alla stagione delle deroghe». Il presidente dell'Anac Raffaele Cantone, a chiusura di un convegno organizzato ieri dall'università Roma Tre per analizzare lo stato della regolazione degli appalti pubblici, si è fermato con «Edilizia e Territorio» ad analizzare alcune tendenze che, in questi mesi, stanno caratterizzando il mercato sul quale da tempo svolge un ruolo di vigilanza e di regolazione. Sottolineando come stiano riemergendo orientamenti che sembravano superati.

Per Cantone «il settore degli appalti pubblici ha bisogno di stabilità, invece vedo la volontà di mettere continuamente in discussione alcuni principi sui quali era stato trovato un accordo e questo mi preoccupa molto».

L'esempio più macroscopico, in queste ultime settimane, è il riaffacciarsi delle deroghe alle regole ordinarie del decreto 50 del 2016: «Uno dei punti più importanti del Codice era proprio la volontà di creare un sistema che non andasse continuamente rivisto con deroghe ed eccezioni. Invece, noto che i casi si stanno moltiplicando. Penso al terremoto, ma anche ai mondiali di sci di Cortina e ad altre situazioni simili».

Non c'è, però, solo il tema delle deroghe. Perché il presidente Anac sottolinea la «volontà che inizia a emergere di rimettere in discussione anche il sistema di regolazione che abbiamo creato in questi anni. Non escludo che il prossimo Governo possa fare una scelta di questo tipo, perché ne sento parlare con sempre maggiore insistenza».
Concretamente, sta maturando l'idea di rivedere l'attuale sistema basato sulle linee guida, tornando a un regolamento, in affiancamento o in sostituzione dei provvedimenti redatti dall'Anticorruzione. «Posto che l'Anac non potrà che attuare le norme che saranno approvate, tornare indietro sarebbe una scelta deleteria per il mercato degli appalti pubblici». Che, ancora una volta, ha bisogno di stabilità.

In questo quadro, c'è anche il tema dell'attuazione del nuovo Codice Appalti: con la chiusura della legislatura ci stiamo avvicinando verso uno snodo fondamentale. In questo caso Cantone rivendica prima i risultati raggiunti. «Siamo circa a metà delle linee guida che avremmo dovuto approvare in base al Codice appalti. Considerando, però, che il correttivo ci ha costretti a rivedere tutte quelle che avevamo già approvato e che abbiamo preferito fare subito l'aggiornamento, anziché procedere con quelle che avevamo ancora da approvare». Il correttivo, insomma, ha portato qualche rallentamento in una situazione che resta comunque positiva.

Ben diverso è lo stato di attuazione dal lato del Governo. Qui mancano alcuni provvedimenti fondamentali, ai quali fa riferimento proprio Cantone: «Mi chiedo che fine abbiano fatto il decreto sulla qualificazione delle stazioni appaltanti o il provvedimento sui compensi dei commissari di gara, che consentirà di creare l'albo dei commissari esterni». Il presidente Anac resta comunque fiducioso sul fatto che l'attuazione non resterà a metà: «Vedo un grande attivismo da parte dell'esecutivo e sono convinto che prima delle elezioni saranno approvati almeno i provvedimenti più rilevanti. Non so se, tra questi, riusciremo però a inserire il decreto ministeriale sulle Soa». Si tratta di uno dei decreti istituiti proprio dal correttivo.

 

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