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11/12/2017 23:56
Home Articoli Appalti Spetta all'Agenzia delle Entrate fornire un giudizio sulla regolarità fiscale e contributiva dei partecipanti alle gare di appalto

Spetta all'Agenzia delle Entrate fornire un giudizio sulla regolarità fiscale e contributiva dei partecipanti alle gare di appalto

di Federico Gavioli - Dottore commercialista, revisore legale dei conti e giornalista pubblicista

Il TAR della Campania, con la sentenza n. 5100, del 31 ottobre 2017, nell'accogliere il ricorso di una società che riguardavano le modalità di aggiudicazione di un appalto, ha affermato che in materia di gare pubbliche è l'Agenzia delle Entrate che ha il compito di esprimersi sulla regolarità fiscale dei partecipanti alla gara pubblica.

Il fatto

Una società è ricorsa al TAR avverso la determina di aggiudicazione del Comune che aveva indetto una gara per l'affidamento dei servizi di igiene urbana e raccolta differenziata sistema "porta a porta", dei rifiuti urbani.

Tra i partecipanti alla gara si era presentata anche una SRL che attestava il suo essere in possesso del requisito della regolarità fiscale, in virtù del provvedimento (datato 20 gennaio 2017) di ammissione alla rateizzazione (di un debito tributario di oltre 300.000 euro); tale società all'esito delle operazioni di gara risultava aggiudicataria della gara.

La ditta ricorrente evidenziava nell'impugnazione che la società aggiudicataria non ha mantenuto il requisito della regolarità fiscale nel corso della procedura di gara né all'atto dell'aggiudicazione. Alla data di partecipazione alla gara la società era stata ammessa alla rateizzazione del debito tributario (di oltre 300.000 €), a seguito di un decreto di rateizzo del 20 gennaio 2017, per cui in ragione della predetta rateizzazione si sarebbe imposto il versamento dei ratei nei termini all'occorrenza assegnati (e la prima rata scadeva il 10 marzo 2017): ma alla data di conclusione delle operazioni di gara (21 marzo 2017) e alla data dell'aggiudicazione (11 maggio 2017) la citata società non aveva versato alcun importo, disattendendo le scadenze dei ratei nelle more maturati; e solo una volta conosciuto l'esito della gara (stante l'attivazione dei doverosi controlli di rito) aveva provveduto al pagamento (in data 29 maggio 2017) delle rate scadute.

Il requisito della regolarità fiscale, quindi, risultava perduto durante la gara, non essendo state versate tempestivamente le prime rate, il cui pagamento era intervenuto solo in data 29 maggio 2017 (e tanto sarebbe comprovato dall'attestazione dell'Agenzia delle Entrate resa in data 19 maggio 2017).

Per la società ricorrente il comportamento assunto dalla ditta aggiudicataria avrebbe assunto connotati elusivi e fuorvianti, avendo detta impresa, al fine di partecipare a gara, chiesto ed ottenuto la rateizzazione, per poi non rispettarne impegni e scadenze: solo all'esito della selezione, avendo conseguito l'aggiudicataria (in data 11 maggio 2017), nella consapevolezza della doverosità dei controlli (ed al fine di vedersi confermato il beneficio pubblico), essa aveva provveduto al pagamento dei ratei scaduti. Tale comportamento, oltre a disvelare l'inaffidabilità del concorrente, sarebbe foriero di agevoli raggiri e suscettibile di minare la par condicio dei concorrenti.

Nel caso in esame, il concorrente aveva provveduto al pagamento solo a seguito della nota trasmessa dalla stazione appaltante, sulla scorta dell'attestazione rilasciata dall'Agenzia delle Entrate in sede di controllo sulle autocertificazioni. Ciò nonostante, all'esito del procedimento di riesame, l'Amministrazione "aveva deciso di confermare l'aggiudicazione, richiamando un'ulteriore e successiva attestazione dell'Agenzia delle Entrate in cui si affermava che alla data del 31 maggio 2017 (ovvero dopo l'avvenuto pagamento dei ratei) non sussistevano in capo alla società aggiudicataria violazioni gravi e definitivamente accertate: tanto è avvenuto però su riferimenti a inconferenti e non pertinenti orientamenti giurisprudenziali, concernenti la vincolatività e la rilevanza delle attestazioni dell'Ente impositore".

La verifica del requisito avrebbe dovuto essere condotta in termini rigorosi, al fine di evitare comportamenti sviati dei partecipanti alla gara, quale il beneficiare di una rateizzazione ottenuta sulla scorta di una mera richiesta, suscettibile di essere poi disattesa nel corso della celebrazione della gara, per essere infine sanata all'esito della stessa (e solo in caso di risultato positivo, per conseguire l'aggiudicazione o per sottrarsi alle sanzioni).

La normativa di riferimento impone la persistenza dei requisiti durante tutto l'arco della gara (senza soluzione di continuità) sanzionando con l'esclusione l'accertamento, in qualsiasi momento, della perdita di uno di essi.

L'analisi del TAR

I giudici del TAR evidenziano che la ricorrente basa la sua prospettazione sul fatto che l'Agenzia delle Entrate, abbia attestato, in sede di "controllo veridicità dichiarazione-attestazione dei carichi pendenti risultanti al sistema informativo dell'anagrafe tributaria", che a carico della SRL aggiudicataria risultava delle iscrizioni a ruolo che attestavano che la stessa non fosse in regola con gli obblighi fiscali proprio nel periodo di svolgimento della gara, a nulla rilevando in contrario la certificazione della medesima l'Agenzia delle Entrate, successivamente acquisita, contenente l'attestazione "che alla data del 31.5.2017 non risultano violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse, secondo la legislazione italiana", poiché insuscettibile di ripristinare una situazione ormai pregiudicata (atteso che, secondo consolidata giurisprudenza, il requisito in parola deve, a pena di esclusione, essere posseduto e conservato fino all'aggiudicazione definitiva).

In particolare, a dire della SRL ricorrente a seguito del mancato tempestivo pagamento della prima rata del 10.3.2017 (riferita dalla Agenzia delle Entrate), si sarebbe verificata la decadenza della società debitrice dal beneficio del rateizzo, che non avrebbe potuto non essere rilevata dalla Commissione di gara, la quale avrebbe dovuto, perciò escludere l'odierna controinteressata.

Per i giudici del TAR diversamente dalla ricostruzione della ricorrente, appare invece dirimente che la certificazione dell'Agenzia delle Entrate datata 23.3.2017, senza affermare la sussistenza di una violazione grave, definitivamente accertata, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse, si sia limitata a riferire della esistenza, nei confronti della società aggiudicataria , di un carico iscritto a ruolo con una specifica cartella, per il cui importo vi era stata ammissione al rateizzo a mezzo di decreto ancorché la prima rata, scaduta il 10.3.2017 non fosse stata tempestivamente onorata.

Occorre, infatti, considerare che "L'ammissione alla rateizzazione del debito tributario, rimodulando la scadenza dei debiti tributari e differendone l'esigibilità, implica la sostituzione dell'originaria obbligazione a seguito dell'insorgenza di un nuovo rapporto obbligatorio secondo i canoni della novazione oggettiva di cui agli artt. 1230 ss. c.c. e, quindi, la nascita di una nuova obbligazione tributaria, caratterizzata da un preciso piano di ammortamento e soggetta a una specifica disciplina per il caso di mancato pagamento delle rate" , per cui il mero mancato tempestivo pagamento di una rata non necessariamente avrebbe dovuto comportare la decadenza dal conseguito beneficio del rateizzo del debito fiscale e , quindi, una posizione di irregolarità fiscale rilevante ai fini dell'art. 80, comma 4, D.Lgs. n. 50 del 2016: si spiega così perché non sia stata affermata, nell'attestazione del 23.3.2017, la sussistenza di irregolarità fiscali gravi a carico della SRL aggiudicataria e come mai la successiva attestazione del 31.5.2017 abbia espressamente riferito dell'insussistenza di violazioni di tal genere.

Né la Commissione di gara avrebbe potuto autonomamente e diversamente determinarsi rispetto a quanto riferito dall'Agenzia delle Entrate, atteso che in giurisprudenza è stato chiarito come "le certificazioni relative alla regolarità contributiva e tributaria delle imprese partecipanti, emanate dall'Agenzia delle Entrate, si impongono alle stazioni appaltanti che non possono in alcun modo sindacarne il contenuto, non residuando alle stesse alcun potere valutativo sul contenuto o sui presupposti di tali certificazioni. Spetta, infatti, in via esclusiva all'Agenzia delle Entrate il compito di dare un giudizio sulla regolarità fiscale dei partecipanti a gara pubblica, non disponendo la stazione appaltante di alcun potere di autonomo apprezzamento del contenuto delle certificazioni di regolarità tributaria"; e ciò al pari della valutazione circa la gravità o meno della infrazione previdenziale, riservata agli enti previdenziali.

In sostanza, spettava alla sola Agenzia delle Entrate individuare eventuali inadempimenti e stabilirne la gravità, o meno, ai fini di cui all'art. 80, comma 4, D.Lgs. n. 50 del 2016.

Pertanto, va escluso che vi siano state illegittimità nel valutare come posseduto dalla società aggiudicataria il requisito della regolarità fiscale richiesto appunto dal citato art. 80 del Codice degli appalti pubblici.

 

 

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