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22/11/2017 15:44
Home Articoli EDILIZIA E URBANISTICA Cassazione: il muro di contenimento è una «costruzione», deve rispettare le norme sulle distanze

Cassazione: il muro di contenimento è una «costruzione», deve rispettare le norme sulle distanze

di Donato Palombella

Il proprietario di un fondo contesta al vicino di aver realizzato un muro di sostegno del terrapieno in violazione delle distanze prescritte dalle norme di attuazione del piano regolatore; di conseguenza, chiede la riduzione in pristino ed il risarcimento del danno.

Il vicino, a sua volta, chiede alla controparte il taglio di alcuni rami, la rimozione di una rete metallica e la condanna all'esecuzione di opere atte a impedire lo stillicidio di acque.

Pareggio in primo grado Il giudizio di primo grado si conclude con un sostanziale pareggio che riconosce "parzialmente fondate" le richieste di entrambe le parti per cui una viene condannata ad arretrare il muro di contenimento e il terrazzamento, l'altra a rimuovere la rete metallica ed a cessare lo stillicidio delle acque.

La Corte d'appello conferma integralmente la sentenza appellata.

Cosa si intende per "costruzione"?

La questione finisce in Cassazione chiamata ad esprimersi sul concetto di "costruzione" essendo necessario stabilire, preliminarmente, se il muro di contenimento debba essere considerato come una "costruzione" e, come tale, debba rispettare la disciplina delle distanze previste (in primo luogo) dal codice civile (e parallelamente) dal regolamento comunale.

La seconda sezione civile della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24473 depositata in cancelleria il 17 ottobre 2017 ritiene che in materia di distanze, la nozione di "costruzione" non debba essere interpretata restrittivamente venendo sostanzialmente a coincide con quella di "edificio" bensì debba essere interpretata in senso lato comprendendo qualsiasi manufatto, non completamente interrato, «avente i caratteri della solidità, stabilità e immobilizzazione al suolo, anche mediante appoggio o incorporazione o collegamento fisso a un corpo di fabbrica contestualmente realizzato o preesistente, e ciò indipendentemente dal livello di posa ed elevazione dell'opera stessa (Cass. 15972/2011)».

Applicando questa interpretazione il muro di sostegno del terrapieno, dovrà essere considerato una "costruzione" a tutti gli effetti.

Quali le distanze da applicare? Quali sono le distanze da applicare al caso concreto?

L'art. 873 c.c. stabilisce, testualmente, che «le costruzioni su fondi finitimi, se non sono unite o aderenti, devono essere tenute a distanza non minore di tre metri. Nei regolamenti locali può essere stabilita una distanza maggiore». Quindi, in sostanza, la distanza tra costruzioni deve essere di minimo tre metri fermo restando che i regolamenti locali possono prevedere una distanza maggiore.

Applicando questi principi al caso concreto, se ne deduce che il muro di contenimento, quale "costruzione" deve rispettare la distanza prevista dal regolamento comunale perché maggiore a quella minima prevista dal codice civile.

 

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