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22/11/2017 15:47
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Senza contrattazione decentrata niente incentivi alle funzioni tecniche

Dopo che la sezione delle Autonomie della Corte dei conti con la delibera 24/2017(si veda Il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 12 ottobre) ha confermato l'inclusione nei limiti del trattamento accessorio degli incentivi per funzioni tecniche previsti dal Dlgs 50/2016, gli enti locali sono alla ricerca di criteri e modalità operative per conteggiare queste somme rispettando la legge.

 

 

Solo con un intervento normativo si potranno superare i problemi che tengono bloccati anche i tavoli dalla contrattazione integrativa decentrata.

Come conteggiare nei limiti gli incentivi delle funzioni tecniche? Come rendere omogeneo il calcolo rispetto agli anni precedenti? Una prima risposta viene dalla Corte dei conti dell'Emilia Romagna che, nella deliberazione n. 152/2017 almeno fissa un paletto importante e condivisibile sulle modalità di confronto tra un anno e l'altro.

Il principio di diritto

Gli incentivi per funzioni tecniche normati dall'articolo 113 del Dlgs 50/2016 possono essere riconosciuti esclusivamente per le attività svolte dalla data di entrata in vigore del decreto, ovvero dal 19 aprile dell'anno scorso. Senza contrattazione integrativa decentrata sui criteri generali e senza il conseguente regolamento, però, è impossibile procedere all'erogazione dei compensi, così come indicato dalla Corte di Cassazione nella sentenza 13937/2017.

Una problematica operativa, pertanto, risiede nel fatto che tali incentivi non essendo presenti nell'esercizio 2015, nel 2016 comporterebbero automaticamente lo sforamento al limite del trattamento accessorio, a meno che l'ente (ma sono davvero pochi i casi) non si ritrovi un margine rispetto al fondo del 2015 non utilizzato.

Il Presidente della Provincia di Parma, quindi, ha chiesto alla propria sezione regionale della Corte dei conti se è possibile applicare il principio di carattere generale dell'omogeneità delle basi di confronto, rivisitando a tal fine il fondo del 2015 in modo da includervi le risorse destinate all'incentivo per funzioni tecniche anche se, in base all'interpretazione allora vigente, tali risorse erano da considerarsi fuori dei vincoli imposti al fondo. Va infatti ricordato che era ormai acclarato che gli incentivi per progettazioni previsti dal Dlgs 163/2006 non erano rilevanti ai fini dei limiti al trattamento accessorio.

L'omogeneità dei dati

Secondo i magistrati contabili, però, in questo caso non vi sono le condizioni per poter ritenere applicabile il principio dell'omogeneità delle basi di confronto.
Di fatto, non sussiste l'ipotesi di diversi criteri di contabilizzazione da ricondurre ad omogeneità, poiché manca il decisivo riferimento al «medesimo fatto gestionale ugualmente verificatosi in diverse annualità», in quanto le due tipologie di incentivi esaminate non sono pienamente sovrapponibili, facendo riferimento a due diverse fonti legislative. Gli incentivi di cui al Dlgs 163/2006, quindi, non potranno mai essere presi come base di confronto con quelli previsti dal Dlgs 50/2016.
La questione si fa sempre più intricata e, a questo punto, non resta che invocare l'intervento del legislatore.

 

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