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22/11/2017 15:45
Home Articoli PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Sospensione del Sindaco per la legge Severino, attività prefettizia solo accertativa

Sospensione del Sindaco per la legge Severino, attività prefettizia solo accertativa

di Paolo Canaparo

Della decorrenza degli effetti della sospensione di diritto, prevista dall'articolo 11, comma 5, del Dlgs 31 dicembre 2012 n. 235 per il Sindaco che abbia riportato in primo grado una condanna per il delitto di abuso d'ufficio si è occupato il Tar Calabria con la sentenza del 5 ottobre 2017 n. 862.

La vicenda ha riguardato il Sindaco di un Comune del reggino che, condannato alla pena di un anno di reclusione per il delitto di abuso d'ufficio, per una condotta connessa allo svolgimento delle sue funzioni svolte in passato come assessore...

dopo la sua proclamazione ha provveduto alla nomina dell'assessore Vicesindaco, che, a sua volta, ha convocato il consiglio comunale per la nomina dei componenti della giunta.

 

La sospensione di diritto

Secondo i giudici del tribunale amministrativo reggino, la sospensione prevista dall’articolo 11, comma 5, del Dlgs 31 dicembre 2012 n. 235, opera «di diritto» nel senso che inibisce lo svolgimento delle funzioni pubbliche pur se essa non è dichiarata in sede giudiziaria o in sede amministrativa.

Si tratta di un effetto legale tipico della sentenza penale di condanna, che di per sé inibisce lo svolgimento delle funzioni pubbliche. In particolare, il comma 5 dell’articolo 11 dispone che «A cura della cancelleria del tribunale o della segreteria del pubblico ministero i provvedimenti giudiziari che comportano la sospensione sono comunicati al prefetto, il quale, accertata la sussistenza di una causa di sospensione, provvede a notificare il relativo provvedimento agli organi che hanno convalidato l'elezione o deliberato la nomina».

Il Tar reggino sottolinea che il comma 5 non dispone che l'atto di «accertamento» vada notificato a chi versi nella situazione di «sospensione di diritto»: la sospensione di diritto, infatti, produce effetto nel momento stesso in cui vi è la proclamazione degli eletti e inibisce l'esercizio delle pubbliche funzioni a chi sia stato già condannato in sede penale.

Il Sindaco sospeso è di fatto «paralizzato»

In altri termini, l'inibizione all'esercizio delle pubbliche funzioni non discende dall'atto del prefetto (che accerta la sussistenza della causa di sospensione, al fine di renderlo noto «agli organi che hanno convalidato l'elezione o deliberato la nomina»), tanto che neppure l'atto va notificato all'interessato, ma dipende dalla preclusione derivante di per sé dalla condanna di primo grado.

Il Tribunale reggino riflette che, diversamente opinando, e cioè se si ammettesse che, prima dell'emanazione dell'atto del prefetto, il candidato risultato eletto possa porre in essere atti nella qualità conseguente alla proclamazione, si verificherebbe una elusione delle disposizioni dell'articolo 11 del Dlgs 235/2012. Si ammetterebbe, in tal senso, che il candidato risultato eletto, pur se sospeso di diritto dall'esercizio delle funzioni, potrebbe ugualmente disporre una nomina di carattere fiduciario, di per sé avente una decisiva incidenza sulla designazione di tutti gli assessori, ciò che urterebbe con le ragioni poste a base della sospensione di diritto, ovverosia la sussistenza di una «indegnità» tale da comportare l'assenza di un requisito essenziale per ricoprire l'ufficio, sulla base di una valutazione del legislatore, considerata ragionevole dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 236/2015.

L'illegittima nomina del Vice

Poiché la sospensione di diritto rileva pur se l'atto del Prefetto pevisto dal comma 5 dell'articolo 11 non è ancora emesso e non è stato notificato a chi versa in tale situazione, risultano in questo caso fondate le censure di violazione dell'articolo 11 del Dlgs 235/2012 e dell'articolo 46 del testo unico sugli enti locali, per il quale «Il Sindaco e il Presidente della Provincia nominano i componenti della Giunta tra cui un vicesindaco e un vicepresidente e ne danno comunicazione al Consiglio nella prima seduta successiva alla elezione».
Infatti, con la nomina dell'assessore suo Vice il Sindaco ha emanato un atto riferibile allo status di Sindaco, le cui funzioni non poteva esercitare, perché sospeso di diritto a seguito della condanna riportata in sede penale, e ha consentito la nomina della giunta sulla base di un procedimento diverso da quello previsto dal citato articolo 46 del testo unico, per il quale il Sindaco nomina i componenti della giunta, e non il Vicesindaco designato da un Sindaco cui è inibito l'esercizio delle funzioni.

Nella valutazione dei giudici, rientra inoltre nella giurisdizione del giudice amministrativo l'impugnazione dell'atto di nomina di un assessore da parte del Sindaco neo eletto che, condannato in primo grado per abuso d'ufficio, non poteva emettere alcun atto, in ragione della “sospensione di diritto”, trattandosi di atti autoritativi concernenti l'individuazione degli organi da investire di funzioni pubbliche, in base all'articolo 7 del Codice del processo ammnistrativo.

 

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