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22/11/2017 15:45
Home Articoli APPALTI Appalti: sì allo scorrimento della graduatoria anche in presenza di una Soa emessa ex novo

Appalti: sì allo scorrimento della graduatoria anche in presenza di una Soa emessa ex novo

di Ilenia Filippetti

La conclusione del procedimento di gara con l’aggiudicazione in favore della prima classificata dispensa le altre imprese partecipanti dall’onere di conservare i requisiti di partecipazione in vista di un possibile scorrimento. È questo il principio affermato dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 4470/2017.

Il caso

Nel marzo del 2015 l’Università degli studi Magna Grecia bandiva una procedura aperta per l’appalto della progettazione e l’esecuzione dei lavori edili ed impiantistici per la realizzazione di una Banca biologica multidisciplinare.

La gara era stata aggiudicata ma l’impresa collocatasi seconda in graduatoria aveva chiesto l’annullamento della gara; l’impresa risultata aggiudicataria aveva proposto, a sua volta, ricorso incidentale, lamentando la mancata esclusione della seconda classificata a causa di una «soluzione di continuità» nel possesso dell’attestazione Soa che la società ausiliaria aveva prestato, in avvalimento, a favore della seconda graduata.

Il Tar Calabria con sentenza n. 339 del 2017 aveva annullato l’aggiudicazione, dichiarando l’obbligo della stazione appaltante di affidare il contratto alla seconda classificata.
L’aggiudicataria originaria aveva allora proposto appello, lamentando che la pronuncia resa in primo grado dal Tar avrebbe dovuto dichiarare l’illegittimità dello scorrimento a causa della «soluzione di continuità» nel possesso del requisito di qualificazione della impresa ausiliaria (e, con essa, della concorrente) nel periodo di gara ricompreso tra la data dell’ottobre del 2015 e la data del febbraio 2016: in particolare, la stazione appaltante non avrebbe dovuto limitarsi al solo esame dell’attestazione Soa ma avrebbe dovuto richiedere all’impresa ausiliaria l’esibizione del contratto stipulato per l’esecuzione della verifica triennale, oppure, eventualmente, l’esibizione del contratto stipulato per l’ottenimento di una nuova attestazione Soa, per le medesime categorie e classifiche richieste per la partecipazione alla procedura di gara.

Con la sentenza in rassegna il Consiglio d Stato respinge l’appello, confermando lo scorrimento della graduatoria a favore della seconda classificata.

La decisione

L’appellante sosteneva che l’impresa seconda graduata avrebbe dovuto essere esclusa dalla gara in quanto la ditta ausiliaria, di cui si era avvalsa per la categoria OG11, avrebbe perso la relativa Soa nel periodo tra il 14 ottobre 2015 (data di scadenza della validità triennale della precedente attestazione non rinnovata) ed il 9 febbraio 2016 (data di emissione della nuova attestazione).

In conformità a quanto già rilevato dal Tar Calabria, anche la pronuncia in rassegna sottolinea che, dalla documentazione in atti, era emerso che alla data del 14 ottobre 2015, data in cui era stata espletata la verifica dei requisiti, il certificato Soa dell’ausiliaria era pienamente valido ed efficace e che quindi, legittimamente, la stazione appaltante aveva accertato la sussistenza del requisito di qualificazione in capo alla seconda classificata.

A carico della stazione appaltante , prosegue il Consiglio di Stato, non sussisteva alcun onere istruttorio di acquisire (per il periodo successivo) l’eventuale contratto di rinnovo stipulato con la Soa (oppure l’eventuale contratto per il rilascio di nuova attestazione), in quanto l’impresa ausiliata si era (a quella data) classificata soltanto come seconda in graduatoria. Ogni verifica ulteriore andava rimandata nell’eventualità di uno scorrimento della graduatoria.
L’appellante aveva richiamato, sul punto, il principio statuito dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato con la pronuncia n. 8 del 2015, secondo la quale le qualificazioni richieste dal bando debbono essere possedute dai concorrenti non solo al momento della scadenza del termine per la presentazione delle offerte, ma anche in ogni successiva fase del procedimento di evidenza pubblica e per tutta la durata dell’appalto, senza soluzione di continuità.

L’approfondimento

Il Consiglio di Stato sottolinea che, ai fini della decisione del caso concreto, era dirimente richiamare una recentissima pronuncia resa dallo stesso Supremo Consesso (con sentenza 6 marzo 2017 n. 1050), nella quale era stato evidenziato che la conclusione del procedimento di gara con l’aggiudicazione in favore della prima classificata dispensa le altre imprese partecipanti dall’onere di conservare i requisiti di partecipazione in vista di un possibile scorrimento.

Nella motivazione di tale ultima pronuncia veniva chiarito, in particolare, che il principio di continuità nel possesso dei requisiti di ammissione si impone non in virtù di un astratto e vacuo formalismo procedimentale, quanto piuttosto a garanzia della permanenza della serietà e della volontà dell’impresa di presentare un’offerta credibile e, dunque, della sicurezza per la stazione appaltante dell’instaurazione di un rapporto con un soggetto, che, dalla candidatura in sede di gara fino alla stipula del contratto e poi ancora fino all’adempimento dell’obbligazione contrattuale, sia provvisto di tutti i requisiti di ordine generale e speciale per contrattare con la PA.

In tale ottica, quando la gara è stata aggiudicata ed il contratto è stato stipulato, la posizione dell’aggiudicatario viene a differenziarsi da quella delle imprese concorrenti collocatesi in posizione non utile: mentre per il primo, il momento contrattuale impone il mantenimento dei requisiti richiesti e dichiarati in sede di partecipazione, per le seconde la procedura è da considerarsi terminata, cosicché l’offerta formulata non è più vincolante nei confronti dell’Amministrazione e cessa quel rapporto che si era instaurato con la domanda di partecipazione.

Per quanto lo scorrimento della graduatoria non dia luogo all’indizione di una nuova gara, nondimeno tra la conclusione della procedura di evidenza pubblica e la sua riapertura a seguito dell’interpello per lo scorrimento della graduatoria, c’è una netta cesura, determinata dall’efficacia temporale delle offerte (che la legge limita nel tempo), tant’è vero che le predette offerte devono essere «confermate» in sede di scorrimento. Del resto, sarebbe irragionevole pretendere la continuità del possesso dei requisiti per un periodo indefinito, durante il quale non c’è alcuna competizione, alcuna attività valutativa dell’Amministrazione e alcun impegno vincolante nei confronti della Pa.

Conclusioni

Nel caso di specie deciso dalla pronuncia in commento, al momento dello scorrimento della graduatoria il possesso dei requisiti di qualificazione in capo alla seconda classificata era stato debitamente verificato, grazie alla nuova attestazione Soa che era stata rilasciata con, peraltro, un incremento della classifica della categoria OG3 (dalla I alla II).

Il rilascio di una nuova attestazione Soa – conclude il Consiglio di Stato – certifica non solo la sussistenza dei requisiti di capacità da una data ad un’altra, ma anche il fatto che l’impresa non ha mai perso quei requisiti che in passato erano stati già valutati e certificati positivamente nonché il fatto che l’impresa li ha mantenuti anche durante il periodo intercorrente tra la domanda di rinnovo e quella di rilascio della nuova certificazione, senza alcuna soluzione di continuità.

 

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