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22/11/2017 15:42
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Anche nelle gare d'appalto è sufficiente il punteggio numerico

di Amedeo Di Filippo

A pochi giorni dal deposito della sentenza n. 7/2017 con cui l'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato ha sancito il principio di diritto in base al quale i provvedimenti della commissione esaminatrice nei concorsi pubblici sono adeguatamente motivati anche quando si fondano su voti numerici (si veda il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 4 ottobre 2017), la quinta sezione del Consiglio di Stato ha espresso, conla sentenza n. 4438/2017, un analogo principio per le gare d'appalto, nelle quali il punteggio numerico espresso sui singoli oggetti di valutazione equivale a sufficiente motivazione quando la griglia delle voci e sottovoci predisposto dalla stazione appaltante, con i relativi punteggi, è sufficientemente chiaro, analitico, articolato.

Il caso

 

Il Consiglio di Stato è stato chiamato a giudicare la sentenza con cui il Tar aveva accolto il ricorso di un concorrente escluso da una gara per la gestione di un servizio, a motivo della genericità dei parametri di valutazione prefissati dal capitolato e dal disciplinare, aggravata dalla loro mancata articolazione in criteri e sub-criteri, che avrebbe richiesto una esplicitazione delle ragioni del giudizio mediante una motivazione puntale.

Conclusioni che la quinta sezione ritiene senza mezzi termini errate, proprio perché, a una concreta analisi, i criteri di valutazione delle offerte tecniche hanno un grado di analiticità e chiarezza tali da non richiedere ulteriori specificazioni attraverso sub-criteri, talché la valutazione non rimane indeterminata e la commissione di gara non ha per questo l'onere di integrare il punteggio numerico con una motivazione che ne giustifichi le ragioni.

Il principio

Questa constatazione porta i giudici amministrativi a ribadire il principio secondo cui il punteggio numerico espresso sui singoli oggetti di valutazione equivale a sufficiente motivazione quando la griglia delle voci e sottovoci predisposto dalla stazione appaltante, con i relativi punteggi, è sufficientemente chiaro, analitico, articolato, tale da circoscrivere in modo adeguato il giudizio della commissione giudicatrice nell'ambito di un minimo e di un massimo, così da rendere comprensibile l'iter logico seguito in concreto da quest'ultima nel valutare i singoli profili tecnici delle offerte sulla base dei criteri predisposti nel bando di gara.

(Sentenza del Consiglio di Stato n. 4438/201)

 

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