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11/12/2017 23:58
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La modifica del progetto che elimina voci di spesa dal computo metrico non è una variante

di Maria Luisa Beccaria

La differenza tra varianti e proposte migliorative è sostanziale e si fonda sull'intensità e sul grado delle modifiche introdotte. Lo chiarisce la sentenza del Tar Lecce n. 1557/2017 nella quale si evidenzia che le prime modificano il progetto a base di gara quanto a tipologia, struttura e funzione; la loro ammissibilità deve essere prevista dal bando di gara con l'indicazione di specifici requisiti minimi.

Le seconde, invece, non devono alterare il progetto, ma devono attenersi ad aspetti tecnici lasciati aperti a diverse soluzioni. Possono consistere in precisazioni, integrazioni che rendono quest'ultimo meglio rispondente alle esigenze della stazione appaltante, a condizione che non vengano modificati i caratteri essenziali delle prestazioni richieste.
I concorrenti possono pertanto individuare possibili soluzioni tecniche, nell'ambito delle rispettive capacità, conoscenze tecnologiche e competenze.

Gli atti di gara

In caso di aggiudicazione con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, l'articolo 95, comma 14, lettera a) del Dlgs 50/2016 dispone che le stazioni appaltanti possono autorizzare o esigere la presentazione di varianti da parte degli offerenti. Esse indicano nel bando di gara ovvero, se un avviso di preinformazione è utilizzato come mezzo di indizione di una gara, nell'invito a confermare interesse, se autorizzano o richiedono le varianti; in mancanza di questa previsione, le varianti non sono autorizzate. Le varianti sono comunque collegate all'oggetto dell'appalto.

Inoltre le stazioni appaltanti che autorizzano o richiedono le varianti menzionano nei documenti di gara i requisiti minimi che le stesse devono rispettare e le modalità per la loro presentazione.

Secondo la giurisprudenza, la lex specialis di gara può ammettere varianti migliorative, ossia proposte tecniche riguardanti le modalità esecutive dell'opera o del servizio; e consentire all'offerente di esporre, in apposita relazione, le ragioni che giustificano l'adattamento proposto e le variazioni alle singole prescrizioni progettuali. Nel caso di varianti che le stesse garantiscano l'efficienza del progetto e le esigenze della Pa sottese alla prescrizione variata.

Il caso esaminato

Nella fattispecie, relativa a una procedura aperta per l'affidamento di lavori, i giudici del Tar Lecce hanno rilevato che le soluzioni migliorative in contestazione non mutavano i caratteri essenziali delle prestazioni definite dall'Amministrazione, inerenti l'ingegneria naturalistica. Dato che per integrare una variante progettuale non basta una qualsiasi modifica, anche se elimina alcune voci di spesa dal computo metrico.

Nel valutare le offerte tecniche la Commissione giudicatrice esplica un potere tecnico discrezionale a carattere complesso, sul quale il giudice amministrativo esercita un sindacato estrinseco. In pratica quest'ultimo si limita a verificare che il giudizio espresso non sia macroscopicamente illogico, irragionevole ed irrazionale e che i criteri siano trasparenti e intellegibili, tali da permettere ai concorrenti di calibrare l'offerta.

Con il criterio del miglior rapporto prezzo qualità la Commissione giudicatrice, nominata ai sensi dell'articolo 77 del Dlgs 50/2016 per esaminare le offerte tecniche, esercita un'ampia discrezionalità nell'applicare i parametri, definiti dal bando.

Il Tar Lecce conferma l'orientamento giurisprudenziale secondo il quale il punteggio numerico assegnato ai singoli elementi di valutazione integra una sufficiente motivazione quando siano prefissati, con chiarezza e in dettaglio, i criteri di valutazione, con un minimo e un massimo di punti.

Anche il Consiglio di Stato, nella sentenza 4438/2017, era giunto a tale conclusione quando l'articolazione della griglia dei parametri di valutazione, illustrata dal bando, sia analitica e adeguata al livello di varietà e di autonoma rilevanza delle caratteristiche della prestazione.

In tal modo risulta comprensibile l'iter logico seguito dalla Commissione.

 

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