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11/12/2017 23:58
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UN INVITO AI NOSTRI GOVERNANTI AFFINCHE' NON LASCINO SOLI E ISOLATI I TANTI TECNICI COMUNALI ACCUSATI INGIUSTAMENTE DI DANNO ERARIALE

di Bernardino Primiani

Il contributo di costruzione – spesa posta a carico del costruttore a titolo di partecipazione ai costi delle opere di urbanizzazione – è una obbligazione contributiva collegata all’emanazione del titolo abilitativo edilizio da parte dei Comuni, la quale si compone, per l’appunto, degli oneri di urbanizzazione e dei costi di costruzione.

Per quanto riguarda la corresponsione, e quantificazione, di dette somme, occorre osservare che il legislatore ha previsto che:

- l'incidenza degli oneri di urbanizzazione debba essere stabilita dai Comuni in base a tabelle parametriche definite da ciascuna Regione (la Regione Puglia vi ha provveduto con legge regionale n. 6 del 12.02.1979, fissando, così, gli adempimenti per l'attuazione della cd. “legge Bucalossi” del 28 gennaio 1977, n. 10);

- ogni cinque anni i Comuni debbano provvedere ad aggiornare gli oneri di urbanizzazione, in conformità alle disposizioni regionali, in relazione ai riscontri e prevedibili costi delle opere di urbanizzazione (ciò ai sensi dell’art. 16 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia);

- nei periodi intercorrenti tra le determinazioni regionali, il costo di costruzione debba essere adeguato annualmente, ed autonomamente, in ragione dell'intervenuta variazione dei costi di costruzione accertata dall'ISTAT (l’ultimo provvedimento della Regione Puglia è rappresentato dalla deliberazione della Giunta Regionale n. 2081/2009 con la quale il costo di costruzione è stato fissato in €/mq 646,18).

All’ In esito di una vasta e articolata attività di verifica – che ha preso in riferimento il periodo dal 1° gennaio 2007 al 30 giugno 2011 – gli organi di controllo hanno rilevato, in via generalizzata, sebbene variamente diversificata nelle conseguenze, che nessuno dei comuni della provincia di Lecce aveva proceduto, entro i termini di legge, ai dovuti aggiornamenti di detti oneri di urbanizzazione e/o costi di costruzione.

La predetta inoperosità ha determinato un potenziale mancato adeguamento delle tariffe poste a base della riscossione degli oneri.

Giova nello specifico evidenziare il comma 1 dell'art. 3 (Blocco e riduzione delle tariffe) del Titolo I (Sostegno alle famiglie) del D.L. 29 novembre 2008, n. 185 (rubricato "Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale", convertito in legge, con modificazioni, dall'art. l, L. 28 gennaio 2009, n. 2), che recita:

"Al fine di contenere gli oneri finanziari a carico dei cittadini e delle imprese, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto sino al 3l dicembre 2010, è sospesa l'efficacia delle norme statali che obbligano o autorizzano organi dello Stato ad emanare atti aventi ad oggetto l'adeguamento di diritti, contributi o tariffe a carico di persone fisiche o persone giuridiche in relazione al tasso di inflazione ovvero ad altri meccanismi automatici, con esclusione della regolazione tariffaria dei servizi aeroportuali offerti in regime di esclusiva, nonché dei servizi di trasporto ferroviario sottoposti a regime di obbligo di servizio pubblico, nonché delle tariffe postali agevolate, fatta eccezione per i provvedimenti volti al recupero dei soli maggiori oneri effettivamente sostenuti e per le tariffe relative al servizio idrico e ai settori dell'energia elettrica e del gas, e fatti salvi eventuali adeguamenti in diminuzione. …”.

Di fatto è accaduto che nella regione Puglia , malgrado l’elevazione degli oneri di urbanizzazione e costi di costruzione operati dal 2007 in poi, diversi Comuni abbiano continuato a prescindere da tali determinazioni regionali (auto-operative), continuando ad applicare il precedente inferiore parametro di fonte ministeriale.

Ciò è avvenuto. in qualche modo, per non gravare sullo sviluppo del  settore edilizio in chiara funzione anti crisi, in aderenza ai dettami del su citato art. l, L. 28 gennaio 2009, n. 2, inerente appunto a misure anticrisi per il sostegno alle famiglie.

In merito il Consiglio Regionale della Puglia ha approvato un Ordine del Giorno riguardante le competenze dei Comuni in materia di oneri di urbanizzazione e costi di costruzione.
Nel documento si è impegnato il Presidente della Giunta regionale « ad assumere un’iniziativa affinché si induca il Governo ad affermare con un provvedimento legislativo, anche in via di interpretazione autentica, la discrezionalità dei Comuni in materia di adeguamento dei contributi di costruzione e che tale potere discrezionale resti di esclusiva competenza del Consigli comunali ».
Analogo Ordine del Giorno è stato approvato dalla Camera dei Deputati (Seduta 21 luglio 2016 n.9/3926-A/R/33 Pizzolante –Palese).

Da ultimo: apposito pronunciamento pubblicato il 12 giugno 2017 del Consiglio di Stato Sez. quarta in sede giurisdizionale ( n.02821/2017 REG. PROVV. COLL. N. 03138/2016 REG. RIC.- Comune di Arnesano c/ altri) ha introdotto una lettura giurisprudenziale tale da riconoscere ai Comuni il potere-dovere di ricalcolare e recuperare nei termini di prescrizione decennale gli oneri auto operativi medio tempore intervenuti, specificando in maniera univoca le relative competenze in capo all’Ente Locale.

Conseguenza è la necessità/opportunità di emanare una apposita norma di legge interpretativa dal seguente tenore:

“La disposizione dei commi 5, 6 e 7 dell’articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 si interpreta nel senso che spetta al consiglio comunale la competenza esclusiva per quel che riguarda l’aggiornamento e/o l’adeguamento degli oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione, spettando all’organo medesimo ogni determinazione di aggiornamento e/o adeguamento o di rigetto della proposte in merito. Nei casi in cui il consiglio a  qualsiasi titolo e per qualsiasi ragione e nell’ambito della propria autonomia, non si pronunci o non ritenga di pronunciarsi, NON SONO ADDEBITABILI responsabilità agli organi gestionali dell’ente, FERMO RESTANDO CHE L’ENTE COMUNE POSSA/DEBBA PROVVEDERE AD ESERCITARE IL POTERE-DOVERE DI MESSA IN MORA, RICALCOLO E RECUPERO DEGLI ONERI NON RISCOSSI NEL TERMINE DECENNALE DI PRESCRIZIONE. “

Campobasso, lì 26 settembre 2017

Il Presidente Nazionale  UNITEL
Arch. Urb. Pian. Bernardino Primiani

Allegati:
UN INVITO AI NOSTRI GOVERNANTI [di Bernardino Primiani]
 

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