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17/10/2017 05:57
Home Articoli Appalti Dall’Anac maglie larghe per l’incentivo ai tecnici della PA

Dall’Anac maglie larghe per l’incentivo ai tecnici della PA

di Giuseppe Latour

Il nuovo assetto del «due per cento» a favore dei tecnici della Pa andrà agganciato al momento di svolgimento effettivo delle attività e non alla pubblicazione dei bandi.

Potrebbe sembrare una precisazione solo tecnica quella contenuta nel comunicato Anac del 6 settembre, appena pubblicato.

 

In realtà, però, la conseguenza pratica è molto rilevante: tutte le progettazioni svolte entro il 18 aprile del 2016, poi uscite dal perimetro dell’incentivo, potranno incassare il bonus, indipendentemente dalla pubblicazione del bando (si veda anche il Quotidiano degli enti locali e della Pa di ieri).

Il momento applicativo

L’Authority guidata da Raffaele Cantone risponde così ai molti dubbi degli operatori, che da tempo chiedevano precisazioni sul momento di attivazione delle nuove norme. Bisogna ricordare, infatti, che il Dlgs n. 50 del 2016 ha cambiato la ragione sociale del due per cento. L’incentivo, storicamente dedicato ai dipendenti della pubblica amministrazione, con il nuovo Codice non è più destinato alle attività di progettazione. Può, invece, essere usato per compensare le attività di programmazione della spesa, di predisposizione e di controllo delle procedure di bando e di esecuzione dei contratti pubblici, di Rup, di direzione dei lavori e di collaudo.

C’erano, però, dubbi sull’entrata in vigore del nuovo assetto. Se, infatti, la regola generale nel settore degli appalti pubblici è che «l’applicabilità di una disposizione normativa è valutata sulla base dell’entrata in vigore della stessa al momento della pubblicazione del bando di gara o dell’invio della lettera di invito», non è detto che questo principio sia sempre efficace. Alcune attività legate alla progettazione, infatti, intervengono in una fase precedente rispetto all’avvio della procedura di selezione dell’aggiudicatario. I tecnici della Pa, cioè, iniziano a lavorare prima della pubblicazione del bando. Bisogna, allora, ragionare in termini differenti.

L’Anac, nella nota, spiega che «tenuto conto delle numerose pronunce della Corte dei conti in merito all’efficacia temporale delle disposizioni normative inerenti la disciplina degli incentivi per funzioni tecniche succedutesi nel tempo», si può dire che, in casi come questo, rileva ai fini dell’individuazione della disciplina normativa applicabile «il compimento delle attività oggetto di incentivazione». Solo le attività svolte a partire dal 19 aprile del 2016, quindi, ricadono nel perimetro della nuova normativa, indipendentemente dal momento di pubblicazione dei relativi bandi.

La corresponsione dell’incentivo

Non è tutto. L’Anac analizza anche la corresponsione dell’incentivo. E spiega che non sono ammesse forme di anticipazione. Allo stesso modo, le forme di corresponsione diluite nel tempo (ad esempio, con cadenza annuale) «possono ritenersi ammissibili solo per le attività configurabili quali prestazioni di durata, ossia quelle prestazioni che per loro natura si esplicano in un determinato arco di tempo».

 

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