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17/10/2017 05:54
Home Articoli Pubblico Impiego I dubbi di Enti e PA in materia di banca delle ore e rimborso forfettario in trasferta

I dubbi di Enti e PA in materia di banca delle ore e rimborso forfettario in trasferta

Quali sono le corrette modalità applicative della “banca delle ore”, di cui all’articolo 38-bis del Ccnl del 14 settembre 2000? È corretto procedere all’erogazione delle sole maggiorazioni per lavoro straordinario a favore dei lavoratori che chiedono, in alternativa al pagamento delle stesse, il riposo compensativo? (Comparto Regioni e autonomie locali)

In materia, si ritiene utile precisare quanto segue:

- attraverso l’istituto della banca delle ore i lavoratori possono utilizzare le prestazioni di lavoro straordinario effettuate sia per ottenere i relativi compensi sia per avvalersi, eventualmente, sulla base di una propria autonoma valutazione, di recuperi compensativi;

- come disposto dall’articolo 38-bis del Ccnl del 14 settembre 2000, nella banca delle ore ogni dipendente può avere un proprio conto individuale;

- il dipendente interessato richiede espressamente all’ente di avvalersi della banca delle ore, indicando la quantità di ore di lavoro straordinario che devono confluire nel proprio conto individuale, entro il limite massimo annuo definito in sede di contrattazione integrativa;

- le ore di straordinario, secondo la regola generale dell’articolo 38 del Ccnl del 14 settembre 2000, devono essere sempre autorizzate dal competente dirigente;

- l’utilizzazione da parte del lavoratore delle ore accantonatedeve intervenire entro l’anno successivo a quello nel quale le prestazioni sono state effettuate;

- le sole maggiorazioni percentuali relative alle ore di straordinario accantonate (rispettivamente il 15%, 30% e 50% a seconda che si tratti di straordinario diurno, notturno o festivo, notturno festivo) sono pagate e devono essere corrisposte al lavoratore nel mese successivoa quello nel quale sia stata resa la relativa prestazione;

- il lavoratore può decidere autonomamentedi utilizzare le ore accantonate nella banca:

a) sia per ottenere il pagamento dei relativi compensi, ovviamente, escluse le maggiorazioni che sono già state erogate;
b) sia per fruire di equivalenti periodi di permessi compensativi da destinare alle proprie attività formative o ad altre esigenze personali e familiari.

Al personale dell’ente, inviato a operare in zone montuose e impervie, prive di strutture e servizi di ristoro, per una durata superiore a12 ore, può essere riconosciuto il doppio del rimborso forfettario di 20,66 euro lordi (40mila lire lorde) previsto dall’articolo 41, comma 7, del Ccnl del 14 settembre 2000, secondo il quale “Gli enti individuano, previo confronto con le organizzazioni sindacali, le particolari situazioni che, in considerazione della impossibilità di fruire, durante le trasferte, del pasto o del pernottamento per mancanza di strutture e servizi di ristorazione, consentono la corresponsione in luogo dei rimborsi di cui al comma 5 la somma forfettaria di L. 40.000 lorde”? (Comparto Regioni e autonomie locali)
In ordine a tale particolare problematica, si ritiene utile precisare quanto segue.

L’articolo 41, comma 5, del Ccnl del 14 settembre 2000 sancisce che “per le trasferte di durata superiore alle 12 ore, al dipendente spetta il rimborso della spesa sostenuta per il pernottamento in albergo a quattro stelle e della spesa per uno o due pasti giornalieri, nel limite di L.43.100 per il primo pasto e di complessive L. 85.700 per i due pasti.”.
Ne consegue, pertanto, che la disciplina contrattuale, per ogni intera giornata di trasferta (in tal senso il richiamo ad una durata superiore a 12 ore ed il riferimento ad uno o due pasti giornalieri), ha inteso riconoscere al lavoratore interessato solo i rimborsi da erogare secondo le regole e negli importi espressamente stabiliti.

L’indennità forfetaria, prevista dall’articolo 41, comma 7, del Ccnl del 14 settembre 2000, per le fattispecie ivi direttamente previste, si configura espressamente come unica e completa alternativa ai rimborsi del sopra citato comma 5 (“(…) consentono la corresponsione in luogo dei rimborsi di cui al comma 5 la somma forfettaria di L.40.000 lorde (…)”).
Proprio perché si tratta di una somma forfetaria erogata in luogo dei rimborsi giornalieri, ordinariamente riconosciuti al lavoratore in trasferta, non può che avere anche essa carattere giornaliero, essere cioè complessivamente riferita all’intera durata della singola giornata.

Ciò porta ad escludere che nel caso di trasferta superiore a 12 ore si possa procedere al raddoppio dell’importo.

 

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