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17/10/2017 06:01
Home Articoli Pubblica Amministrazione Sulle transazioni «pesanti» serve sempre il parere dei revisori

Sulle transazioni «pesanti» serve sempre il parere dei revisori

La preventiva richiesta del parere, da parte dei revisori dei conti, sulle transazioni effettuate dall'ente locale, è stata da sempre dibattuta in dottrina e nella giurisprudenza contabile, fino a specificare che il citato parere è obbligatorio esclusivamente in presenza di una transazione approvata dal Consiglio comunale, in quanto esplicitazione dell'attività consultiva di ausilio al Consiglio.

La Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per l'Emilia Romagna, con la deliberazione n. 129/2017 esorta, al contrario, l'ente locale a richiedere il parere all'organo di revisione anche in riferimento a transazioni non di competenza del Consiglio, ove le stesse siano di particolare rilievo, o relative a controversie di notevole entità.

Gli accordi transattivi

A seguito delle verifiche sui servizi legali di un Comune, i giudici contabili si soffermano sulle transazioni effettuate dall'Ente. Pur evidenziando come le transazioni si prestano a possibili abusi, viene ormai riconosciuto dalla magistratura contabile come tale strumento sia ammissibile, qualora si presenti conveniente per l'Ente.

In ogni caso, per essere valido, l'Ente deve dimostrare il percorso logico seguito per giungere alla definizione transattiva della controversia, anche sulla base di un giudizio prognostico circa l'esito del contenzioso. Nei casi esaminati delle transazioni effettuate dall'Ente locale, si è potuto riscontrare che mentre una prima transazione approvata dalla Giunta comunale vi sia a supporto un parere dell'Avvocatura interna, oltre ai pareri tecnico e contabile, in un'altra transazione, che ha visto la sua approvazione in Consiglio comunale, la stessa recava anche il parere dell'organo di revisione contabile.

Il parere dell'organo di revisione

Il Collegio contabile si sofferma sulla necessità dell'acquisizione del parere dell'organo di revisione anche sulle transazioni formalizzate dalla Giunta comunale, evidenziando come, se è vero che la giurisprudenza contabile ha ritenuto obbligatorio il parere dei revisori dei conti su tutte le transazioni che si concludano con l'approvazione da parte del Consiglio comunale (ex multis sezione regionale di controllo per il Piemonte, delibera n. 345/2013/SRCPIE/Par del 25 settembre 2013 e sezione regionale di controllo per la Puglia, delibera n. 181/2013/PAR del 28 novembre 2013), è altrettanto vero che in presenza di una transazione di importo consistente, ovvero di particolare rilievo, pur non di competenza del Consiglio comunale, vi sia una forte necessità del parere dell'Organo di revisione.

In questo caso, tuttavia, non potendo l'Ente obbligare l'organo di revisione a esprimere il proprio parere, allora appare fondamentale intervenire in via regolamentare, ai sensi dell'articolo 239, comma 6 del Tuel, in considerazione del fatto che tale ampliamento è rimesso alla discrezionale potestà dell'ente locale. Pertanto, anche la Giunta, così come avviene per il Consiglio, in presenza del parere dell'organo di revisione farebbe riscontro un correlativo obbligo di adeguarsi alle misure eventualmente suggerite, salvo scostamento adeguatamente motivato.

Le controversie sugli appalti

Si ricorda, infine, come in caso di transazioni avente ad oggetto le controversie relative a diritti soggettivi derivanti dall'esecuzione dei contratti pubblici di lavori, servizi, forniture, ai sensi dell'articolo 208 del Dlgs n. 50/2016, ove il valore dell'importo oggetto di concessione o rinuncia sia superiore a 100mila euro, ovvero 200mila euro in caso di lavori pubblici, per gli enti locali vada acquisito obbligatoriamente il parere di un legale interno alla struttura, o del funzionario più elevato in grado competente per il contenzioso, ove non esistente il legale interno. In questo caso, la proposta di transazione può essere formulata sia dal soggetto aggiudicatario che dal dirigente competente, sentito il responsabile unico del procedimento, con forma scritta a pena di nullità.

 

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