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20/10/2017 01:30
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Il ruolo del Rup negli appalti: le ultime sentenze

10 Ago 2017 - Rassegna Giurisprudenza

Appalto - Offerta - Valutazione dell'anomalia - RUP - Progettista e giudice dell'anomalia - Incompatibilità - Violazione dell'art. 84, comma 4, d.lgs. n. 163 del 2006 - Non sussiste.

Qualora il RUP abbia svolto la funzione di progettista integrale dell'opera e successivamente abbia svolto, oltre al ruolo di RUP , anche il ruolo di giudice dell'anomalia dell'offerta non può configurarsi nessun profilo di incompatibilità in quanto il giudizio compiuto dal Rup in sede di valutazione dell'anomalia di un'offerta riguarda solo tale offerta; non già la validità del progetto di base da esso a suo tempo elaborato (validità che, essendo quel progetto posto a base di gara, è data per acquisita); il suo giudizio, cioè, si limita alle soluzioni proposte dai vari offerenti, che con tale progetto di base devono risultare coerenti. L'incompatibilità attiene ad un rischio di crisi nella posizione di terzietà di soggetti che nel caso di specie non può essere messa in discussione, dal momento che il Rup (progettista o meno che sia) non è chiamato a valutare la bontà del progetto posto a base di gara, bensì la rispondenza delle altrui offerte ai parametri ivi formulati. L'intervento del RUP avviene solo nella fase finale della procedura, quando le offerte siano state già state valutate dall'apposita Commissione, e solo per verificare la sospetta anomalia dell'offerta risultata economicamente più vantaggiosa. Non ha quindi applicazione l'art. 84, comma 4, d.lgs. n. 163 del 2006 atteso che tale eccezionale disposizione introduce un'ipotesi di incompatibilità fra membro della Commissione giudicatrice e chi ha svolto (o comunque è preposto a svolgere) funzioni tecniche o amministrative relative all'appalto da affidare (id est, il progettista o il direttore dei lavori).

Consiglio di stato, sez. 5, sentenza del 24 luglio 2017, n. 3646



Appalti - RUP - Valutazione dell'offerta da parte del RUP - Criteri di idoneità e convenienza dell'offerta nella sua complessità - Ex art. 81, comma 3, Dlgs. 163 del 2006 - Revoca dell'aggiudicazione provvisoria sulla base del giudizio del RUP - Legittimità.

La valutazione espressa dalla commissione di gara, avente ad oggetto, tra l'altro, l'idoneità dell'offerta e la sua regolarità alla luce della lex specialis di gara, e quella - successiva - del RUP, hanno oggetto e presupposti del tutto diversi. Secondo un principio consolidato, la valutazione dell'offerta del Rup si fonda sull'art. 81, comma 3 del d.lgs. n. 163 e ha ad oggetto esclusivamente l'idoneità e la convenienza economica dell'offerta vista nella sua globalità e non di verifica dell'idoneità dell'offerta e la sua regolarità rispetto al disciplinare di gara. Infatti in aggiunta agli ordinari poteri di autotutela, il terzo comma dell'art. 81 citato consente alla SA di non aggiudicare l'appalto qualora ritenga che le offerte presentate, pur rispondendo formalmente ai requisiti previsti dalla lex specialis di gara, non sono comunque ritenute idonee a soddisfare gli obiettivi perseguiti con la gara (Cons. Stato, V, 28 luglio 2015, n. 3721. Ne consegue la legittimità della determinazione del RUP posta a base della revoca dell'aggiudicazione provvisoria sia in quanto consentita da una norma di rango primario e, comunque fondata su ragioni obiettive e approfondite da esperto esterno all'amministrazione, (nel caso di specie concretizzatesi in un una valutazione di insufficienza degli impianti sotto l'aspetto tecnico ed estremamente costosi per la SA)

Consiglio di stato, sez. 5, sentenza del 18 luglio 2017, n. 3553



Appalti - Offerta economica più vantaggiosa - Valutazione - Competenze istruttorie del RUP - Ex art. 10, comma 2,, decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 - Legittimità.
Nelle gare da aggiudicare con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, l'attività valutativa è di competenza esclusiva della commissione, mentre possono essere eseguite dal RUP tutte quelle attività che non implicano l'esercizio di poteri valutativi, in base al disposto dell'art. 10, comma 2, decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163- in cui viene specificato come il RUP possa svolgere tutti i compiti relativi alle procedure di affidamento previste dal (vecchio) codice degli appalti, compresi gli affidamenti in economia, nonché vigilare sulla corretta esecuzione dei contratti, che non siano specificamente attribuiti ad altri organi o soggetti (vedi Cons. Stato, sez. V, 21 novembre 2014, n. 5760). Ne consegue che il RUP può svolgere l'attività istruttoria di supporto, ai compiti della commissione e della stazione appaltante e a seguito di tale attività, di mero accertamento (e non già di valutazione) di dati delle concorrenti, la SA, con una propria decisione, può procedere del tutto legittimamente, ad eliminare, come nel caso di specie, eventuali punteggi aggiuntivi assegnati dalla commissione.

Consiglio di stato, sez. 6, sentenza del 12 giugno 2017, n. 2865



Appalti - Commissione di gara - Esperti esterni - Richiesta agli ordini e alle università prima della richiesta della disponibilità di professionalità interne - Omessa attestazione formale del RUP - Violazione ell'ar l'art. 282, comma 1,d.P.R. n. 207 del 2010 - Atto di nomina contenente notizia della preventiva indisponibilità di funzionari interni - Iter procedurale inconsueto ma legittimo.

In tema di nomina della commissione di gara, secondo un iter procedurale non del tutto lineare e alquanto insolito, il RUP può richiedere ai competenti ordini professionali e alle università nominativi utili alla formazione della Commissione giudicatrice in una data anteriore rispetto a quella in cui abbia richiesto la disponibilità ai funzionari dell'ente di appartenenza. Tale modus procedendi infatti non vizia l'iter di nomina in caso di accertata attività del RUP rivolta all'individuazione dei membri esterni soltanto dopo aver riscontrato l'indisponibilità di professionalità interne o in altri termini se nell'atto di nomina della commissione risulti che il RUP abbia proceduto a individuare gli esterni soltanto dopo aver riscontrato l'indisponibilità di professionalità interne.

Consiglio di stato, sez. 5, sentenza del 20 marzo 2017, n. 1228



Appalti - Offerta economicamente più vantaggiosa - Dichiarazione di ammissione delle concorrenti da parte del RUP - Prima della nomina della commissione di gara - Legittimità.

Nell'ambito dell'articolata procedura di scelta del contraente con il sistema dell'offerta economicamente più vantaggiosa, le sottofasi che comportino attività prive di qualsiasi discrezionalità possono essere svolte, in seduta pubblica, anche dal seggio di gara in composizione monocratica, ivi compreso lo stesso responsabile unico del procedimento. Tra queste vi rientra senz'altro quella della verifica della documentazione amministrativa presentata dalle imprese concorrenti senza che possa ravvisarsi una surrogazione del RUP nell'attività di valutazione propria della Commissione di gara è in particolare è legittima la dichiarazione di ammissione da parte del RUP delle società partecipanti alla gara ancor prima della nomina della commissione giudicatrice.

Consiglio di Stato, sez. 3, sentenza del 3 febbraio 2017, n. 475

 

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