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16/12/2017 04:29
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Compensi professionali, l'ente deve accantonare le risorse stanziando nell'esercizio le relative spese

di Giovanni G.A. Dato

Un ente locale ha inoltrato una articolata richiesta di parere, avente ad oggetto i compensi professionali da corrispondere agli avvotcati dipendenti, secondo il combinato disposto dell’articolo 9, comma 6, Dl. n. 90/2014, del Dlgs n. 118/2011, allegato 4/2, punto 5.2 e del proprio regolamento per la disciplina dei compensi professionali da liquidare in favore degli avvocati di ruolo dipendenti dal Comune.

 

In particolare, il Comune chiede di conoscere:

1) se per spese legali - per le quali il punto 5.2, allegato 4/2, Dlgs n. 118/2011, stabilisce la possibilità dell’utilizzo dell’avanzo vincolato, derivante dal minore impegno rispetto allo stanziamento - possano intendersi anche quelle per i compensi professionali degli avvocati relative a sentenze depositate negli anni successivi a quello dello stanziamento confluito nell’avanzo;

2) se, in tutti i casi di compensazione delle spese sia conforme fare riferimento, per i relativi riconoscimenti professionali, all’anno di deposito della sentenza;

3) se i limiti di cui all’articolo 9, comma 6, Dl. n. 90/2014 siano da intendere “assoluti” ovvero se, in relazione a future modifiche organizzative del Comune sia ipotizzabile “una proporzionale ridefinizione di tale limite nel rispetto del più ampio limite di cui al successivo comma 7 del medesimo articolo di legge”.
Le questioni sono state esaminate dalla recente deliberazione della Corte dei conti, Sez. Reg. Contr. Emilia Romagna, 14 luglio 2017, n. 112/2017/PAR.

Sul primo quesito
Per il parere in esame, il primo quesito trova positivo riscontro nel disposto letterale, ma soprattutto logico, del punto 5.2, allegato 4/2 Dlgs n. 118/2011, per il quale in ordine alla spesa nei confronti dei dipendenti addetti all’Avvocatura, considerato che la normativa prevede la liquidazione dell’incentivo solo in caso di esito del giudizio favorevole all’ente, si è in presenza di una obbligazione passiva condizionata al verificarsi di un evento, con riferimento al quale non è possibile impegnare alcuna spesa. In tale situazione l’ente deve limitarsi ad accantonare le risorse necessarie per il pagamento degli incentivi ai legali dipendenti, stanziando nell’esercizio le relative spese che, in assenza di impegno, incrementano il risultato di amministrazione, che dovrà essere vincolato alla copertura delle eventuali spese legali.

Sul secondo quesito
Secondo la deliberazione in commento, considerato che la normativa prevede la liquidazione dell’incentivo solo in caso di esito del giudizio favorevole all’ente ed atteso che la certezza di un favorevole pronunciamento del giudice si acquisisce con il deposito della sentenza, in tal modo resa pubblica per ogni effetto di legge, si ritiene che nei casi di compensazione delle spese sia necessario fare riferimento, per i relativi riconoscimenti professionali, all’anno di deposito della sentenza stessa.

Sul terzo quesito
Infine, in merito all’eventuale cedevolezza del limite di cui all’articolo 9, comma 6, Dl n. 90/2014, in relazione a future modifiche organizzative del Comune, in direzione di una “proporzionale ridefinizione di tale limite nel rispetto del più ampio limite di cui al successivo comma 7 del medesimo articolo”, secondo la deliberazione in commento il richiamato disposto di legge va interpretato ed applicato nell’unico senso reso manifesto dal suo tenore letterale, che non lascia adito a dubbio alcuno circa la sua cogenza.

 

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