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23/08/2017 00:34
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Sì agli avvicendamenti fra componenti delle Commissioni giudicatrici

di Massimiliano Atelli

Con la sentenza n. 239 del 10 luglio 2017, la I sezione del Tar Friuli Venezia Giuliasi è pronunciata sul tema delle sostituzioni in corso di gara di membri della Commissione giudicatrice.

Al riguardo, giudici amministrativi del Fvg hanno evidenziato che, in linea generale, la sostituzione di alcuni componenti della Commissione giudicatrice divenuti indisponibili non incide sulla regolare composizione della medesima, qualora la persona nominata abbia la stessa qualità e svolga le medesime funzioni di quella sostituita, non assumendo rilevanza nell’organo collegiale il nominativo, ma la qualità della persona ovvero la funzione di cui è investita (così, Tar Umbria, sentenza n. 274/2012).

Ciò ammesso, il Tar Fvg ha aggiunto che con la sottoscrizione dell’ultimo verbale del segmento procedimentale della valutazione delle offerte, i membri subentrati della Commissione di gara fanno, implicitamente, propri gli atti presupposti dei loro predecessori, in quanto atti necessari e indefettibili ai fini del completamento di detta fase procedimentale. In tal caso, nell'operato della della Commissione non può ravvisarsi alcuna soluzione di continuità.

Il caso

Nella specie, veniva contestato non solo il subentro in corso d'opera di alcune persone ad altre nella qualità di componenti della Commissione giudicatrice, ma si deduceva altresì un preteso vizio di discontinuità nella catena degli atti di gara.

Argomenti, spunti e considerazioni

La decisione del Tar Fvg persuade.
Il principio di continuità dell'azione amministrativa ha tendenzialmente la precedenza sulle vicende delle singole persone fisiche che incarnano, di volta in volta, le figure protagoniste di questo o quell'iter procedimentale.
The show must go on: lo slogan vale anche per il procedimento amministrativo, tutte le volte che l'avvicendamento fra una persona fisica e l'altra possa considerarsi mediamente fungibile (perché entrambe possiedono i requisiti richiesti, o perché non ne occorrono di particolari).
E, quale rovescio dei poteri di autotutela e revoca, il potere (per chi subentra) di fare implicitamente propri gli atti presupposti dei predecessori, in quanto atti necessari e indefettibili ai fini del completamento di detta fase procedimentale, vale a saldare la catena degli atti essenziali ai fini dello sbocco finale previsto dalla legge, evitando soluzioni di continuità.

 

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