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20/10/2017 01:26
Home Articoli Appalti Soccorso istruttorio, il TAR fissa i limiti: niente aiuto se l'offerta è ambigua

Soccorso istruttorio, il TAR fissa i limiti: niente aiuto se l'offerta è ambigua

di Pietro Verna

L'istituto serve a sanare carenze formali, «non a supplire a radicali omissioni dichiarative» o colmare carenze sostanziali

Nelle procedure di gara per l'affidamento di contratti pubblici, l'istituto del "soccorso istruttorio" di cui all'articolo 83, comma 9, del nuovo codice dei contratti pubblici (come modificato dal decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56) non può operare a favore del concorrente che abbia presentato un'offerta del tutto ambigua o incerta, pena la violazione del principio della immodificabilità dell'offerta e del principio della par condicio tra i partecipanti alla gara ( Tar Lazio- Sezione Terza Quater- sentenza 8 giugno 2017, n. 6791). Con questa pronuncia il giudice amministrativo ha ritenuto inapplicabile il soccorso istruttorio all' offerta economica presentata con le diciture "IVA esente", "IVA esclusa" ed "IVA applicata al 4%" Offerta che, a seguito dei chiarimenti richiesti dalla stazione appaltante, la ditta risultata aggiudicataria aveva modificato specificando che l'importo ivi indicato doveva intendersi "IVA esclusa".

NUOVO CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI (articolo 83, comma 9 )

 

Le carenze di qualsiasi elemento formale della domanda possono essere sanate attraverso la procedura di soccorso istruttorio […]. In particolare, in caso di mancanza, incompletezza e di ogni altra irregolarità essenziale degli elementi e del documento di gara unico europeo [….],con esclusione di quelle afferenti all'offerta economica e all'offerta tecnica, la stazione appaltante assegna al concorrente un termine, non superiore a dieci giorni, perché siano rese, integrate o regolarizzate le dichiarazioni necessarie, indicandone il contenuto e i soggetti che le devono rendere […]. Costituiscono irregolarità essenziali non sanabili le carenze della documentazione che non consentono l'individuazione del contenuto o del soggetto responsabile della stessa.

VECCHIO CODICE (articolo 46, comma 1-bis)

La stazione appaltante esclude i candidati o i concorrenti in caso di mancato adempimento alle prescrizioni previste dal presente codice e dal regolamento e da altre disposizioni di legge vigenti, nonché nei casi di incertezza assoluta sul contenuto o sulla provenienza dell'offerta, per difetto di sottoscrizione o di altri elementi essenziali.

LA PRONUNCIA DEL TAR LAZIO

La sentenza ha accolto il ricorso proposto contro la determina di aggiudicazione della gara muovendo dal presupposto che l'offerta economica era "segnata da gravi lacune e da incertezza assoluta, dato che non era in alcun modo ricavabile il regime IVA applicato all'importo dedotto in sede di gara" e che la stazione appaltante, anziché tenere conto di tale circostanza, aveva comunque invitato la ditta a chiarire il contenuto dell'offerta, "con l'inevitabile effetto di aver surrettiziamente rimesso in pista [ la ditta] ai fini del prosieguo di gara".

Decisione, questa, che si allinea all'indirizzo giurisprudenziale risalente all'abrogato codice dei contratti pubblici (articolo 46, comma 1-bis, del decreto legislativo 2 maggio 2006, n. 163 ), a mente del quale è possibile attivare il rimedio del soccorso istruttorio per completare dichiarazioni o documenti già presentati ( Consiglio di Stato, Sezione III, 24 giugno 2014, n. 3198), mentre lo stesso rimedio non può essere applicato qualora in sede di gara sia emersa l'assoluta incertezza sul contenuto dell'offerta economica ( Consiglio di Stato, Sezione V, sentenza 20 novembre 2013, n. 5470), sicché consentire in tali casi detto rimedio "equivarrebbe ad alterare la par condicio e a violare il principio della segretezza delle offerte" (TAR Lombardia- Milano, Sezione VI, sentenza n. 16 gennaio 2015, n. 181). Il tutto senza trascurare la più recente pronuncia del massimo organo di giustizia amministrativo, secondo cui è possibile attivare il soccorso istruttorio "per completare dichiarazioni o documenti già presentati […] solo in relazione ai requisiti soggettivi di partecipazione dell'impresa" e non già per colmare le carenze dell'offerta o per supplire a radicali omissioni dichiarative, "sicché non può essere consentita al concorrente negligente la possibilità di completare l'offerta successivamente al termine finale stabilito dal bando, salva la rettifica di semplici errori materiali o di refusi" (Consiglio di Stato, Sezione III, sentenza 17 giugno 2016, n. 2684). Principio che deve essere strettamente osservato anche dai partecipanti alla gara, poiché su di essi incombe l'obbligo di presentare offerte che, al di là del loro profilo tecnico – economico, devono avere le caratteristiche della compiutezza, della completezza e della serietà, "le quali soltanto assicurano il gioco della libera concorrenza e del libero confronto attraverso cui giungere all'individuazione del miglior contraente possibile (Consiglio di Stato, Sezione III, 25 agosto 2011 n. 4809).

 

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