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23/08/2017 00:19
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Illegittimo l’appalto di servizi legali col criterio del prezzo più basso

TAR PUGLIA – LECCE, SEZ. II – sentenza 31 maggio 2017 n. 875.

Sull’illegittimità dell’appalto di servizi legali indetto da un Comune perché il bando: a) prevedeva il criterio del prezzo più basso; b) non prevedeva parametri idonei per permettere un’offerta consapevole.

Legittimamente un Comune indice una gara una gara per l’affidamento della gestione del contenzioso e del supporto giuridico-legale ai vari uffici, atteso che la tipologia di servizi in questione rientra della disciplina del d.lgs. 50/2016. Infatti, il nuovo codice dei contratti, che, per quanto qui interessa, ha fedelmente recepito le direttive comunitarie, ha mantenuto i servizi legali tra gli appalti elencati nell’allegato IX, cui si applica il regime “alleggerito” ex artt. 140 e ss., mentre all’art. 17 sono elencati tra gli appalti esclusi dall’applicazione del codice quelli di servizi concernenti cinque tipologie di servizi legali tra cui, per quanto qui interessa, quelli di “rappresentanza legale di un cliente da parte di un avvocato ai sensi dell’articolo 1 della legge 9 febbraio 1982, n. 31, e successive modificazioni”; legittimamente quindi viene indetta una gara nel caso in cui il bando abbia ad oggetto sia l’affidamento relativo all’attività contenziosa, rientrante nel citato art. 17, sia l’affidamento di attività stragiudiziale rientrante negli appalti di servizi di cui al citato allegato IX.

È illegittimo il bando di una gara indetta da un Comune per l’affidamento della gestione del contenzioso e del supporto giuridico-legale ai vari uffici, nella parte in cui prevede di procedere con il criterio del prezzo più basso, atteso che tale criterio non è compatibile con le disposizioni dell’art. 95 del D.Lgs. n. 50/2016, poiché il legislatore ne ha reso possibile l’applicazione solo in presenza di prestazioni ripetitive ovvero standardizzate, connotati questi che certo non possono ritenersi propri della attività legale che si caratterizza, invece, proprio per la peculiarità e specificità di ciascuna questione, sia essa contenziosa o stragiudiziale.

È illegittimo il bando di una gara indetta da un Comune per l’affidamento della gestione del contenzioso e del supporto giuridico-legale ai vari uffici, nella parte in cui ha omesso del tutto l’applicazione dei principi di “economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità, pubblicità, tutela dell’ambiente ed efficienza energetica” ex art. 4 del D.Lgs. n. 50/2016, atteso che nessuna motivazione è stata data in ordine alla congruità del compenso posto a base di gara, e non è stata effettuata alcuna istruttoria per determinare i parametri, quali la tipologia o quantità del contenzioso anche prendendo in considerazione gli anni precedenti, idonei per determinare il prezzo posto a base di gara e per permettere un’offerta consapevole.

 

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