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16/12/2017 04:25
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Circolare ASMEL - ISTAT scopre dopo 28 anni come “far cassa” con multe da € 1.032,00 a circa 1500 Sindaci

BOZZA RICORSO AL PREFETTO

Per personalizzare il ricorso è sufficiente inserire i dati dell’ente, quelli della diffida, quelli della notifica della sanzione (allegandole) ed eventuali difficoltà peculiari del Comune.

- Al signor Prefetto di…
- All’ ISTAT
- All’ASMEL

Oggetto: Contestazione di violazione dell’obbligo di cui all’art. 7 del D.lgs. 32/1989

La contestazione in oggetto, come desumibile dalla documentazione allegata, è relativa alla mancata fornitura dei dati mensili sui permessi a costruire per l’annualità 2015.
Nel richiamare la violazione dell’obbligo di risposta, sanzionata ai sensi degli artt. 7 e 11 del d.lgs. 322/1989, è la stessa ISTAT a riconoscere che detto obbligo è riportato nel D.P.R. pubblicato in G.U. del 5 novembre 2015. Cozzando contro il principio di ragionevolezza, che a fine anno avrebbe dovuto indurre a chiedere di fornire i dati mensili relativi al 2016. Non certo al 2015.

Ed anche contro il principio di irretroattività della norma e dunque della sanzione.

Invero, ISTAT viene meno anche al principio di leale collaborazione tra PA.

Il richiamato D.lgs. 322/1989istituisce il SISTAN, Sistema Statistico Nazionale, di cui fanno parte ISTAT, gli Uffici di statistica della PA centrale, di altri Enti pubblici e degli Enti locali, che operano seguendo le direttive del Comitato di indirizzo e coordinamento, in cui siedono tre rappresentanti ANCI.

Senonché, in applicazione di questa norma, l’art. 12 del TUEL(°) prescrive il dialogo in automatico tra i software comunali e quelli ISTAT e rinvia le misure necessarie in capo alla Conferenza Unificata, presidiata da ANCI.

Dunque, dal 18 agosto 2000, data di entrata in vigore del TUEL, ISTAT avrebbe ben potuto, anzi dovuto, attivarsi perché in sede di Comitato di indirizzo e coordinamento del SISTAN ed in Conferenza Unificata venissero definite le misure attuative richiamate nell’art. 12.

A sei mesi di distanza dalla pubblicazione del D.P.R. richiamato, il 20 aprile 2016, viene sottoscritto il Protocollo di Intesa allegato tra ISTAT, ANCI ed UPI con l’obiettivo della più ampia collaborazione tra le parti. Ma senza alcun riferimento all’obbligo in oggetto, con relative sanzioni ormai definite attraverso la pubblicazione dello stesso D.P.R. Ciò, malgrado la costituzione di un Comitato tecnico preposto all’attuazione del Protocollo d’Intesa composto da 10 componenti, di cui 4 in rappresentanza ANCI.

Dopo ulteriori 6 mesi, il 18 ottobre 2016, sul sito SISTAN, viene pubblicato un Comunicato con il seguente incipit: Positivo bilancio della prima riunione del Comitato per l’attuazione dell’intesa Istat-Anci-Upi, per lo sviluppo di un’efficiente rete di uffici di statistica a livello territoriale. Nessun riferimento alle sanzioni a carico dei Comuni ed alle lettere di diffida agli stessi inviate nello stesso mese di ottobre.

Appare evidente che il principio di leale collaborazione tra le PA sia stato scalfito in continuazione e con determinazione con evidenti profili di responsabilità anche a carico di ANCI, che se nulla rilevano ai fini del presente ricorso, comporteranno nostre autonome determinazioni.

Infine, va evidenziato che il D.lgs. 322/1989 risale a 28 anni addietro e non ha mai trovato applicazione sanzionatoria per gli Enti locali. Ciò, anche in considerazione della scelta del Legislatore a sostegno del dialogo automatico dei sistemi software. Non si ravvisa, dunque, giustificazione alcuna ad un interesse risvegliatosi dopo ben 17 anni di inerzia e con sanzioni a valenza retroattiva. Sanzioni che confluiscono in apposito capitolo del bilancio dell’ISTAT e sono destinati alla copertura degli oneri per le rilevazioni previste dal programma statistico nazionale a mente dello stesso art. 7 del d.lgs. 322/1989.

Riguardo poi ai permessi a costruire, si tratta di informazioni disponibili in formato digitale essendone obbligatoria la pubblicazione sull’Albo Pretorio online. Dunque, se solo ISTAT avesse comunicato, anche nello stesso D.P.R. pubblicato il 5 novembre 2015, il formato digitale nel quale desiderava ricevere le informazioni, l’operatore comunale con lo stesso click, che consente la pubblicazione sull’Albo, avrebbe potuto trasmettere in real time i dati richiesti dall’Istituto.

Infatti, i Comuni pagano un piccolo canone annuo per la manutenzione evolutiva dei software. Ciò garantisce il pronto intervento dei fornitori nei casi in cui una nuova norma od anche una particolare richiesta di altra PA imponga una modifica software. Nel nostro sistema si tratta di condizioni che si verificano molto spesso, tanto che si parla di turbo legislazione. Pertanto, le modifiche software di tal guisa sono ormai ampiamente sperimentate, veloci nella realizzazione e senza nuovi oneri per la PA.
In definitiva, in funzione delle argomentazioni addotte, si richiede:

1. di essere sentiti personalmente;

2. di valutare le argomentazioni sopra esposte e di archiviare il procedimento ai sensi dell’art. 18 della Legge 689/1981.

Con riserva di integrare l’istanza, si porgono cordiali saluti.

Comune di ………..
Data….
Timbro e firma

Allegati:
- Contestazione ISTAT impugnata
- Nota ISTAT di diffida ad adempiere
- Protocollo ISTAT-ANCI-UPI

 

 

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