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11/12/2017 06:46
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Correttivo appalti, tutte le modifiche chieste dal Parlamento: decreto verso l'ultimo via libera del Governo

Grande risultato a seguito della nota dell'UNITEL indirizzata a tutti i rappresentanti del tavolo tecnico di verifica del nuovo Correttivo Appalti.

La proposta UNITEL è stata votata favorevolmente dal Parlamento e si aspetta il via libera del Governo.

Articolo di Mauro Salerno

l parere giudica fuori delega appalto integrato per le urgenze, terna subappaltatori facoltativa e appalti in house dei concessionari. Più di 80 le condizioni poste per l'OK.

Tre norme fuori delega e ok finale condizionato al recepimento di altre 83 modifiche al testo. Sono i rilievi mossi dal Parlamento al decreto correttivo sugli appalti che il governo deve portare alla firma del Capo dello Stato entro il 19 aprile. Al termine del certosino lavoro svolto dai due relatori Stefano Esposito (Senato) e Raffaella Mariani (Camera), ieri le due commissioni parlamentari competenti sui lavori pubblici hanno approvato all'unisono un parere-fotocopia con le indicazioni per le correzioni sul testo. Dopo le valutazioni già espresse da Consiglio di Statoe Conferenza unificatasi tratta dell'ultimo atto prima del via libera definitivo che arriverà nel Consiglio dei ministri della prossima settimana, giusto in tempo per non perdere l'appuntamento con la Gazzetta Ufficiale.


Le correzioni considerate fuori delega
Confermate nella sostanza le indiscrezioni contenute nella bozza di parere anticipata ieri da questo giornale. Il parere giudica nelle sostanza fuori delega almeno tre novità previste dal correttivo rispetto al Dlgs 50 in vigore da un anno. La prima riguarda l'appalto integrato. Il correttivo apre dei varchi rispetto al divieto assoluto di appalto congiunto di progetto e lavori previsto dal codice, ammettendo questa possibilità per i lavori a prevalente contenuto tecnologico e per le urgenze. Quest'ultima ipotesi viene bocciata dal Parlamento perché «amplia eccessivamente le possibilità di ricorso all'appalto integrato, laddove la legge delega all'articolo 1, comma, 1, lettera oo), richiede una limitazione radicale di tali possibilità».

Porte chiuse anche rispetto all'idea di ammorbidire l'obbligo di indicare una terna di subappaltatori con l'offerta. Il parere giudica «non coerenti» con i criteri di delega sia la norma che rende la terna facoltativa sia quella che consente di indicare i nomi dei subappaltatori alla stipula del contratto anche per le opere sottosoglia.

«Certamente in violazione di delega» vengono poi considerate tutte le aperture rispetto all'obbligo di affidare con gara almeno l'80% degli appalti dei concessionari autostradali. Di qui la richiesta di cancellare per intero articolo 97 del correttivo (che modifica l'articolo 177 del codice).

Appalto integrato
Le correzioni alle norme considerate in fuorigioco rispetto ai criteri forniti con la legge 11/2016 non esauriscono i rilievi posti dal Parlamento al decreto. Il documento condiziona il sì al recepimento di altre 83 correzioni al testo. Tra queste figurano altre modifiche che impattano sulle novità previste dal Correttivo in materia di appalto integrato. Il parere chiede innanzitutto di ridurre a 12 mesi la "sanatoria" per mandare in gara i progetti definitivi già approvati - con la specifica indicazione di un ok ricevuto in via definitiva dall'organo competente - alla data del 19 aprile 2016. Tra le «condizioni» c'è poi anche quella di cancellare la possibilità di affidare su progetto definitivo, invece che su esecutivo, gli appalti relativi ai partenariati per l'innovazione e al dialogo competitivo.

Rimanendo nel campo della progettazione il parere chiede di stabilire un tetto di 2,5 milioni per le opere di manutenzione che potranno essere appaltate sulla base di un progetto semplificato. Inoltre si chiarisce che la semplificazione potrà riguardare solo i lavori di manutenzione ordinaria ( e non anche quelli di manutenzione straordinaria). Una novità rispetto alle bozze è anche l'apetura rispetto ai tecnici diplomati in servizio presso le amministrazioni pubbliche. Per il Parlamento devono poter firmare i progetti, anche se sprovvisti di abilitazione, se svolgono il servizio da almeno cinque anni. La modifica si aggiunge ai dubbi già espressi dal Consiglio di Stato sulla misura del decreto che impone l'obbligo di abilitazione all'albo professionale per i progettisti della Pa.

Subappalto

Oltre ai rilievi sulla terna dei subappaltatori il Parlamento chiede al governo di mantenere l'assetto attuale del codice. Dunque confermando il tetto del 30% da calcolare sull'intero ammontare dell'appalto, invece di limitarlo alle sole categorie prevalenti . In più arriva la richiesta di chiarire che i lavori potranno essere subappaltati soltanto alle imprese qualificate a eseguirli. Precisazioni arrivano anche sull'obbligo di indicare la terna di subappaltatori con l'offerta. L'indicazione, in base al parere, è necessaria per tutti gli appalti soprasoglia e - indipendentemente dal valore del contratto - per tutte le attività indicate come a rischio di infiltrazione mafiosa dalla legge Severino (legge 190/2012) .

Massimo ribasso
Sui criteri di aggiudicazione si va verso la richiesta di cancellare l'autorizzazione a usare il massimo ribasso per questioni di urgenza, aggiungendo un tetto del 30% al punteggio attribuibile allo sconto economico nelle offerte economicamente più vantaggiose. Rispetto alla bozza di parere circolata ieri il Parlamento apre alla possibilità di aggiudicare gli appalti di importo inferiore al milione tenendo conto solo del prezzo, con il metodo antiturbativa, se a base di gara c'è un progetto esecutivo. Un modo per semplificare l'assegnazione delle piccole gare come a più riprese richiesto dai costruttori dell'Ance. Inoltre il parere rimanda al Governo anche la scelta di alzare la soglia di un milione applicando le regole anti-turbativa più rigorose indicate nello stesso parere. Un'indicazione in questo senso, si ricorda nel parere, è arrivata anche dalla Conferenza unificata che ha chiesto di raddoppiare da uno a due milioni la soglia massima per l'applicazione del massimo ribasso. Infine nel parere si precisa che per le opere aggiudicate al massimo ribasso le stazioni appaltanti non possono attribuire alcun punteggio per opere aggiuntive rispetto al progetto esecutivo.

Opere sottosoglia
Un richiesta di modifica arriva anche all'impianto delle regole previste per l'assegnazione delle procedure negoziate possibili sotto al milione di euro. Per gli compresi tra 40mila e 150mila euro (lo scalino immediatamente superiore all'area dell'affidamento diretto) viene alzato da cinque a 15 il numero di imprese da invitare alle trattative private nei lavori. per servizi e forniture si passa invece da cinque a dieci. Sempre nelle procedure negoziate sotto al milione «prive di interesse transfrontaliero» viene poi previsto l'ok alla riserva del 50% per la partecipazione alle gare delle Pmi locali, chiesta da Comuni e Regioni.

Lavori in house e concessioni

Come anticipato, dal Parlamento arriva la richiesta di eliminare tutte le deroghe previste dal correttivo sui lavori in house dei concessionari. Vengono poi previsti 12 mesi in più per avviare le gare per le concessioni in scadenza (sulla base di progetti di fattibilità e non di un semplice quadro di esigenze, a meno di ulteriori valutazioni da parte del Governo) e di una soluzione per dare copertura normativa all'assegnazione in house di alcune concessioni autostradali, tramite la formula del controllo analogo esercitato dal ministero delle Infrastrutture per mezzo di uno speciale comitato.

I suggerimenti di Cantone

Ok anche alle richieste del presidente dell'Anac Raffaele Cantone di evitare la compartimentazione regionale dell'albo dei commissari di gara e di applicare a tutti gli arbitrati avviati dopo l'entrata in vigore delle nuove regole le norme più severe previste dal nuovo codice. Ascoltato anche il suggerimento di eliminare il Durc per congruità, per non affrontare rischi di rallentamento delle operazioni di appalto. Per definire i costi standard l'Anac potrà contare sull'ausilio dell'Istat.

Dèbat public
Cancellare le novità contenute del dlgs correttivo del Codice appaltirelative al débat public per fare in modo che gli esiti del dibattito pubblico e le osservazioni raccolte vengano valutate in sede di predisposizione del progetto definitivo e non delle fasi successive di progettazione. È questa la richiesta dei parlamentari. Il dlgs, infatti, prevede che gli esiti del dibattito pubblico e le osservazioni raccolte vengano valutate in sede di predisposizione delle fasi successive di progettazione, e non più in sede di predisposizione del progetto definitivo (come prevede attualmente il Codice)le Camere chiedono di cancellare anche la modifica in base alla quale gli esiti e le considerazioni del dibattito non siano più discusse in sede di Conferenza di servizi.

Gli altri punti
Il parere dà via libera alla richiesta dei Comuni sulla semplificazione dell'invio dei documenti di programmazione . E passa anche l'idea di rendere sistematiche sin dalla
fase del progetto di fattibilità e in ogni momento successivo le indagini relative al comportamento energetico dell'opera, con particolare riferimento al contenimento dei consumi energetici ed alle eventuali misure atte alla produzione o al recupero di energia.

Allegati:
Lettera UNITEL[Correttivo appalti]
 

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